Ciclone Idai: Mani Tese, il progetto “Ripartiamo seminando” per far fronte all’emergenza alimentare in Mozambico

“Ripartiamo seminando” è il nome del progetto che Mani Tese ha lanciato per far fronte all’emergenza alimentare in Mozambico, nella provincia della Zambezia, dove l’Ong già opera con altri due progetti di cooperazione internazionale. L’obiettivo del progetto, spiega Mani Tese in una nota, è “acquistare e distribuire semi di mais a ciclo corto e ortaggi per 400 famiglie per la seconda campagna agricola (da aprile a luglio) per sopperire alla mancata produzione della prima epoca (da novembre ad aprile)”. Oltre alla distribuzione di semi per 400 famiglie, “le attività prevedono anche l’introduzione di tecnologie tradizionali di origine brasiliana per l’essicazione della manioca (per evitare che il prodotto, già affetto da fenomeni di marcescenza in seguito alle abbondanti piogge e all’eccessiva umidità del terreno, venga consumato avariato), la produzione di grattugie artigianali per ottenere parti piccole di prodotto che possa essere seccato in tempi brevi o lavorato per ottenere la tapioca e l’essicazione della farina”.
“Il governo provinciale della Zambezia, con cui stiamo collaborando, ci ha chiesto una mano per sopperire all’emergenza alimentare con semi di mais precoce da distribuire nei distretti più colpiti”, scrivono i cooperanti di Mani Tese nel Paese, in una lettera per aggiornare sulla situazione.
Gli effetti del ciclone tropicale Idai si sono fatti sentire in maniera devastante nella provincia della Zambezia, messa già in difficoltà dalle abbondanti piogge tropicali che hanno interessato la provincia per tutto il mese di febbraio. Nel distretto di Nicoadala l’esondazione del Rio Licuar e dei suoi principali affluenti ha spazzato via case, scuole e campi coltivati. “Nelle comunità di Nicoadala più di 80 famiglie vivono nelle tende messe a disposizione da UKAid poiché le loro case sono state letteralmente spazzate via dalla piena di alcuni affluenti del fiume Licuar o crollate sotto il peso incessante dell’acqua”, spiegano i cooperanti. Non solo: “Il 70% della produzione di mais dei nostri campi è andata persa così come il 60% della produzione di fagioli. Arachidi e sesamo hanno subito perdite consistenti per asfissia radicale (assenza di ossigeno dovuta all’eccesso di acqua nei campi). Molti campi ancora oggi sono sott’acqua. La manioca e la batata, tuberi tradizionalmente di base dell’alimentazione qui in Mozambico, hanno subito danni legati a marcescenza”.
È possibile effettuare una donazione per il progetto d’emergenza sul sito di Mani Tese.

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