Argentina: quasi 150mila i minori con almeno un genitore in carcere. Osservatorio Uca, “vittime invisibili del sistema penale”

Sono 146.112 i minori che hanno almeno un genitore o un parente prossimo in carcere. Lo evidenzia un rapporto elaborato dal Barometro del Disagio sociale dell’infanzia dell’Osservatorio del Disagio sociale dell’Università Cattolica argentina (Uca), in collaborazione con l’ufficio per l’America Latina e il Caribe del Chyrch World Service (Cwslac), intitolato “Infanzia e mondo del carcere. Le condizioni di vita dei bambini e adolescenti i cui genitori o familiari sono detenuti in Argentina”.
A livello percentuale, si tratta dell’1,12% dei minori. Lo studio avverte che i dati sono probabilmente sottostimati. A livello territoriale i minori in questa situazione (chiamati con l’acronimo Nnapes) sono concentrati a livello urbano e in particolare, nel 38,5% dei casi nell’area metropolitana di Buenos Aires, nel 5% in quella di Córdoba e nel 5,6 in quella di Mendoza, mentre il 41,6 vive in altre zone urbane del Paese. I minori sono perlopiù figli di operai (55,3%) o lavoratori precari (37,9%), le metà vive in contesti di basso livello educativo. Quasi sette Nnapes su dieci (68,9%) vivono sotto il livello di povertà, il 16,1% sotto il livello di indigenza, circa due su tre non hanno copertura sanitaria, circa uno su quattro non vive momenti di festa, in particolare in occasione del proprio compleanno.
“I Nnapes – denuncia il Barometro dell’Uca – sono vittime invisibili del sistema penale”, perché l’assenza di adulti di riferimento provoca il mancato rispetto dei loro diritti, a livello di salute, educazione, qualità complessiva di vita.

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