Dialogo: Pont. Fac. Italia Meridionale, tavola rotonda sul Documento di Abu Dhabi in attesa della visita del Papa

Teologi e studiosi del mondo islamico parlano di dialogo in attesa del Papa. Si è tenuta ieri pomeriggio, nella sede della sezione San Luigi della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale a Napoli, una Tavola rotonda dedicata al Documento di Abu Dhabi su “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, incontro preparatorio al convegno che si terrà, nella stessa Facoltà, il 20 e 21 giugno, e a cui, nel secondo giorno di lavori, interverrà Papa Francesco. L’incontro accoglie le sollecitazioni della Costituzione apostolica “Veritatis Gaudium”, approvata dal Santo Padre nel 2017, in cui si chiede ai teologi di comprendere il mondo contemporaneo in rapida e radicale trasformazione dando così strumenti concreti alla pastorale.
La tavola rotonda organizzata dalla Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale sezione San Luigi di Napoli e condotta dal professor Ambrogio Bongiovanni, docente sia alla Facoltà Teologica napoletana sia alla Pontificia Università Urbaniana, chiarisce termini spesso poco adoperati, ma carichi di un significato che andrebbe sempre ricordato: “fratellanza” intesa come “tutti” e “dialogo” come sinonimo di “noi”. “L’incontro coraggioso del Documento di Abu Dhabi non vuole essere frutto di un’unione tra sistemi, slogan e detti consuetudinari – dice Bongiovanni – ma piuttosto è il risultato di una riconoscenza necessaria e da non sottovalutare che riguarda il diritto originario della libertà religiosa”.
Meir Bar-Asher, professore di studi islamici alla Hebrew University di Gerusalemme, dove dirige il dipartimento di lingue e letteratura arabe, ha sostenuto che la cultura del reciproco rispetto diventa un filo conduttore prezioso tra le diverse confessioni e questo perché “non c’è (e non ci dovrebbe essere) costrizione nella fede” e, anche se all’interno dei testi sacri è facile trovare polemica, violenza, tensione, bisogna soffermarsi ponendo un altro sguardo, un’altra percezione sulle altre religioni. Un approccio positivo che contraddistingue l’Islam è l’aver fiducia nell’altra religione non solo come rispetto dell’altra fede, ma anche per incoraggiare e promuovere le diverse credenze”.
“La moschea di Al-Azhar si è mostrata più democratica del governo egiziano”, ha affermato il gesuita Luigi Territo, studioso di Teologia fondamentale e Dialogo Interreligioso islamo-cristiano, ricordando la propria esperienza egiziana all’interno di una delle più grandi università d’Egitto, centro di sviluppo sociale e religioso, modello di reale influenza per il mondo sunnita contemporaneo. Spiega che “il primo confine da oltrepassare è la paura di confondersi con gli altri. Il primo nodo da superare resta il cum-finis culturale e storico che separa e al tempo stesso unisce le diversità religiose”.

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