Via della seta: p. Pachkov (La Civiltà Cattolica), “ha grandi potenzialità” ma non ridurlo “ad un progetto delle élites”

La nuova Via della seta “ha un enorme potenziale” ma non deve ridursi ad “un progetto delle élites”. Lo sottolinea padre Vladimir Pachkov che nel numero di aprile della Civiltà Cattolica, in uscita sabato, si sofferma sulle opportunità di un’iniziativa che ha come obiettivi “il coordinamento delle politiche degli Stati partecipanti, una maggiore comunicazione attraverso lo sviluppo di infrastrutture, il commercio senza restrizioni, l’integrazione economico-finanziaria e l’incentivazione delle relazioni umane”. Si tratta di un progetto positivo “non soltanto dal punto vista economico, ma anche perché – rileva il gesuita – alla Cina, nonostante tutti i problemi nelle relazioni e gli antichi pregiudizi, guardano soprattutto le giovani generazioni dei Paesi dell’Asia centrale, che la considerano sempre più un modello da seguire”. Secondo p. Pachov, però, “per sfruttare appieno le potenzialità di tale progetto, che può creare uno spazio economico e umano comune in Eurasia, il governo cinese dovrebbe soprattutto, dal momento che ne è il promotore, assicurarsi che esso non si riduca a un progetto delle élites, ma che vi sia coinvolta anche la gente comune, specialmente i giovani, in quanto offre loro maggiori opportunità di istruzione, di scambi culturali e di carriera”. In questo modo, sottolinea p. Pachov, “si potrebbe recuperare l’occasione perduta di costituire uno spazio condiviso da Lisbona a Vladivostok e, come auspichiamo, offrire a questa vasta e diversificata regione dell’Eurasia un futuro comune e pacifico”.

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