Parlamento Ue: conciliazione famiglia-lavoro, nuova legge sul congedo parentale. 5 giorni l’anno per chi cura anziani o malati

(Bruxelles) Gli Stati membri dell’Ue “fisseranno un livello adeguato di retribuzione, o indennità, per il periodo minimo non trasferibile di congedo parentale, tenendo conto del fatto che questo spesso comporta una perdita di reddito per la famiglia e che invece anche il familiare più retribuito, spesso un uomo, dovrebbe potersi avvalere di tale diritto”. È un aspetto saliente della nuova direttiva Ue sul congedo parentale approvata oggi a Bruxelles. La direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale Ue e gli Stati membri dovranno poi conformarsi alle norme entro tre anni. La direttiva prevede fra l’altro che gli Stati membri devono offrire 5 giorni all’anno di congedo per i lavoratori “che prestano assistenza personale a un parente o a una persona che vive nella stessa famiglia a causa di un grave motivo medico o infermità connesse all’età”. L’eurodeputato David Casa (nella foto), maltese, ha dichiarato: “Questa direttiva vuole realizzare una maggiore parità di genere e una migliore divisione delle responsabilità. Le donne hanno sofferto a causa della mancanza di parità, che ha portato a differenze di retribuzione e a un divario pensionistico. Ora saranno sostenute per entrare nel mercato del lavoro e raggiungere il loro pieno potenziale, mentre i padri avranno un ruolo più importante nell’educazione dei loro figli. Questa direttiva va anche a vantaggio dei familiari che si occupano di una generazione più anziana. È positiva per gli uomini, le donne, le famiglie e l’economia”.

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