Missione: Saveriani, il 6 aprile a Brescia convegno dedicato all’Amazzonia

“Missione Oggi” – rivista dei missionari Saveriani – celebra sabato 6 aprile a Brescia il suo convegno annuale 2019 dedicando una mattinata all’Amazzonia o, meglio, al “Bioma” che comprende 9 Paesi (Bolivia, Brasile, Equador, Colombia, Guiana, Guiana Francese, Perù, Suriname e Venezuela) toccati dall’immensa foresta amazzonica con una grande diversità di verde, di acque, di forme di vita, di popoli indigeni e afro discendenti. L’appuntamento è per le 9 presso il complesso San Cristo in via Piamarta 9. La relazione fondamentale del convegno sarà quella del vescovo della diocesi di Alto Solimões/Tabatinga (Brasile), mons. Adolfo Zon Pereira, che affronterà il tema “Per una Chiesa dal volto amazzonico: kairós per tutta la Chiesa?”. ”Il convegno – spiega Mario Menin, direttore della rivista – sarà l’occasione per riflettere sulle sfide sia ecclesiali (nuovi cammini per la Chiesa) sia ecologiche (per l’ecologia integrale) che vengono dalla realtà amazzonica, che comprende anche il Nord del Brasile, dove i Saveriani sono presenti da oltre 50 anni. Per raccogliere queste sfide la Chiesa si è messa in ascolto delle comunità cristiane urbane, della rete di comunità disseminate nell’interno della foresta, lungo i fiumi, sulle montagne, con una domanda fondamentale: quale utopia ecclesiale e umana conservano nel cuore i cristiani e in generale gli abitanti dell’Amazzonia? Le comunità cristiane possono senz’altro contribuire a creare una coscienza più responsabile della cura del Creato, ma, attraverso il Sinodo, esse possono dire anche ad altre parti del mondo che si può guardare con più attenzione ad alcune aree del pianeta”. All’incontro interverranno Felice Tenero, vicedirettore del Cum (Centro unitario missionario) di Verona, che presenterà il video “Se ogni dieci secondi…”, e di Tea Frigerio, missionaria saveriana a Belém (Brasile) su “Genesi, numeri e attese del Sinodo”. Sarà poi la volta di un intervento a due voci su “Il grido dell’Amazzonia” proposto rispettivamente dall’antropologa brasilianista dell’Università Cattolica di Brescia e Milano, Anna Casella Paltrinieri, sul versante dei “popoli indigeni”, e dalla responsabile dell’area Custodia del Creato dell’Alta scuola per l’ambiente della medesima Università, Caterina Calabria, sul versante dell’“ambiente”.

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