Migrazioni: p. Sale (La Civiltà Cattolica), “paura dello straniero abilmente manipolata, bisogna combattere l’islamofobia”

“Uno spettro si aggira da anni in Europa, minacciandone la coesione politica, sociale e culturale: è la paura dell’immigrato, e di quello musulmano in particolare, abilmente manipolata da alcune narrazioni mediatiche”. Lo denuncia padre Giovanni Sale, scrittore della Civiltà Cattolica, per il quale “l’ostilità verso l’immigrazione, in particolare verso quella musulmana, percepita da alcuni come un fattore di rischio per l’identità nazionale, ha certamente favorito l’avanzata dei movimenti e dei partiti populisti in tutta l’Europa”. Il rifugiato “è sentito non come colui che fugge dalla guerra e dalla violenza e che merita, come prevede la legge internazionale, protezione e accoglienza, bensì come un nemico che minaccia i nostri beni, la nostra tranquillità, la nostra cultura”, scrive p. Sale nell’ultimo numero della rivista, in uscita il 6 aprile, sottolineando che talvolta gli immigrati “vengono presentati, da una certa propaganda, come eventuali o futuri terroristi che intendono portare scompiglio e morte nelle nostre città”. È necessario “uscire da questo circolo vizioso, ostile all’accoglienza e all’integrazione degli immigrati”. E per fare questo “non resta che combattere la cultura che è alla base dell’islamofobia”, chiamando in causa “sia le istituzioni pubbliche, le quali hanno l’obbligo di promulgare leggi giuste, cioè capaci di tenere insieme i valori dell’accoglienza e quelli della sicurezza, sia la società civile”, ma anche “la Chiesa, chiamata a svolgere un ruolo importante sia con l’esempio e la testimonianza concreta, cioè istituendo ovunque centri di aiuto ai profughi e ai migranti in difficoltà, sia predicando il Vangelo sia condannando con forza la cultura della paura e del sospetto dello straniero”.

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