“Il professore e il patriarca”: Riccardi (S. Egidio), “oggi sentiamo la grave mancanza di un’unità spirituale e umana

“Ho scritto questo libro come un omaggio a Clément che è stato un mio grande amico, così diverso da me, ma con cui ho condiviso tanto”. Lo ha detto Andrea Riccardi, autore del libro presentato ieri sera a Roma, “Il professore e il patriarca”. “Devo confessare – ha continuato il fondatore della Comunità di S. Egidio – che c’è nostalgia e tristezza. La nostalgia c’è anche perché non ho rinunciato al sogno ecumenico di un’unità del cristianesimo e di civiltà ecumenica in un mondo diviso. L’urlo di Atenagora era: guai se questo mondo si unirà senza una unificazione delle Chiese”. “C’è una figura più piccola – ha osservato -, che è quella di Clément che viene travolto da quel ‘68 di festa e ateismo mistico che porta per lui alla distruzione delle istituzioni della tradizione. Nella complessità, Clément incontra il vecchio della tradizione. Ne nasce una amicizia spirituale destinata a durare a lungo. Leggendo queste pagine si ha la nostalgia di un mondo che sognava anche se lontano dall’unità. Oggi sentiamo la grave mancanza di un’unità spirituale e umana”, ha concluso.

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