Formazione professionale: Robazza (Ciofs-Fp), “attendiamo la revisione dei mestieri, una svolta per l’occupazione”

Si è conclusa stasera, a Roma, l’Assemblea del Ciofs (Centro italiano opere femminili salesiane) e Ciofs-Fp, ente senza fine di lucro, parte del grande gruppo che ha l’obiettivo specifico di occuparsi di formazione professionale dall’età dell’obbligo ai corsi alternativi alle superiori classiche, sino ai ragazzi nell’alternanza scuola lavoro, nella ricerca di un’occupazione. Un momento di bilancio per i cinquant’anni di attività e un tavolo di discussione sulla imminente riforma sul rinnovo delle professioni.
“Attendiamo da anni questa svolta: una delle motivazioni per cui la disoccupazione, soprattutto giovanile, è così alta nel nostro Paese è proprio dovuta al fatto che non ci si prepara ai mestieri davvero utili – sottolinea Manuela Robazza, presidente di Ciofs-Fp –: c’è un problema culturale ancora radicato per cui si pensa che un mestiere sia meno di dottorato, mentre sono semplicemente diversi percorsi! Poi le nuove professioni emergenti non sono codificate e riconosciute. Banalmente non aggiornare le liste dei mestieri ci impedisce di attivare corsi specifici, in territori specifici per un numero di studenti congruo alla richiesta”.
La revisione delle competenze professionali, di competenza del Coordinamento delle Regioni a cui seguirà a luglio la sigla del nuovo concordato tra Stato e Regioni, è alle battute finali. Le richieste e osservazioni di Ciofs-Fp e di altri enti di formazione come Forma sono state accolte: il rinnovo non sarà solo formale, ma radicale nell’approccio per consentire anche di velocizzare la progettazione dei corsi.
Per la prima volta, dall’anno 2020-21, i centri di formazione professionale delle varie regioni lavoreranno con una prospettiva certa, al pari di Paese in cui il sistema duale è avviato ed efficace, come Germania, Francia, Spagna, Inghilterra.
“Potremo dare seguito a tutti i rapporti avviati e già molto costruttivi con il mondo delle imprese, dei professionisti, degli agricoltori, con le associazioni di categoria e dare loro giovani preparati – continua Robazza – il nostro obiettivo di formatori è offrire una prospettiva di lavoro e di vita serena ai ragazzi. Il lavoro non è solo rendita economica, ma realizzazione e contributo attivo allo sviluppo della comunità”.

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