Diritti: garante, oggi presentazione a Roma degli standard per la privazione della libertà delle persone migranti

Oggi pomeriggio, alle 15, nella Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia italiana a Roma, il garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale presenta gli standard per la privazione della libertà delle persone migranti. “Negli ultimi anni il ricorso alla detenzione amministrativa, cioè alla privazione della libertà nei Centri per il rimpatrio (Cpr, ex Cie) disposta dalle Autorità di pubblica sicurezza e convalidata dall’Autorità giudiziaria, è diventato sempre più frequente, trasformandosi da strumento straordinario in regola”, ricorda una nota del garante. Gli interventi normativi in questo settore si sono moltiplicati, sia mediante l’ampliamento della rete dei Centri dedicati sia mediante la previsione di luoghi differenti, con un contestuale aumento delle tipologie di applicazione della misura di trattenimento e un allungamento dei termini di durata massima. Il garante nazionale registra “con disappunto” che a tali interventi non è invece corrisposto “un equivalente investimento sulla qualità della vita delle persone trattenute, né un auspicabile e approfondito confronto con la società civile su un aspetto che incide con così forte impatto sui diritti fondamentali della persona”.
Non meno importante è “l’ambito dei luoghi nei quali si può configurare una privazione di fatto della libertà: gli hotspot, i centri per minori stranieri non accompagnati e le navi battenti bandiera italiana, oppure in navigazione in acque territoriali italiane, che trasportano persone migranti salvate in mare e alle quali viene impedito lo sbarco”. Luoghi, sottolinea il garante, “sottratti alla verifica giudiziaria e privi di quelle garanzie che devono contraddistinguere tutti quei luoghi destinati alla privazione della libertà delle persone”.
Oltre agli standard veri e propri, il volume “Norme e normalità. Standard per la privazione della libertà delle persone migranti” include anche tre capitoli che contengono la raccolta delle raccomandazioni inviate dal garante nazionale alle Autorità competenti a seguito delle visite effettuate nei Cpr, negli hotspot, nel corso delle operazioni di rimpatrio forzato e nei luoghi di privazione di fatto della libertà, come la nave “Ubaldo Diciotti”.
Con la predisposizione degli standard, in linea con la giurisprudenza della Corte di Strasburgo “si intende offrire uno strumento di soft law per garantire ‘l’assoluto rispetto della dignità della persona’, così come esplicitamente previsto dalla legge”. D’ora in poi, “il garante nazionale vigilerà sul rispetto di questi standard – basati sulla propria esperienza diretta di unico organismo che ha libero accesso ai luoghi, ai documenti e alle persone coinvolte nella privazione della libertà – da parte di ogni autorità che assolva al delicato compito – con la conseguente responsabilità – della privazione di natura non penale della libertà di una persone straniera”.

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