Colombia: preoccupazione dall’Onu per le continue uccisioni di leader sociali

Il rappresentante dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani in Colombia, Alberto Brunori, ha diffuso il 1° aprile il nuovo rapporto sui diritti umani in Colombia, nel quale Alto Commissario Michelle Bachelet sottolinea l’importanza di garantire i diritti umani in Colombia come via per raggiungere una pace sostenibile e duratura. Il rapporto, tuttavia, mette in luce la gravità delle continue uccisioni di difensori dei diritti umani. Il documento riporta 110 casi di assassinio registrati dall’Alto Commissariato, i quali, “pur non rappresentando la totalità dei casi, permettono di identificare le tendenze sulle modalità con cui avvengono queste aggressioni, che compromettono gravemente la difesa dei diritti umani”. Le uccisioni coinvolgono 24 dipartimenti del Paese, su 33 e si concentrano soprattutto in Antioquia, Cauca e Norte de Santander, zone nelle quali il rischio continua a essere elevato”. Lo Stato è dunque “chiamato a far fronte con urgenza” a queste situazioni, tenendo anche presente che nel 93% dei casi le aggressioni “sono accadute in contesti regionali con cause strutturali legate alla persistenza della mancanza di accesso ai diritti della popolazione, in particolare il diritto alla giustizia, al rispetto dei diritti economici, sociali, culturali e ambientali”.
Tali situazioni generano “alti indici di povertà multidimensionale e favoriscono la nascita di economie illecite, controllate o disputate da gruppi criminali, e questo provoca livelli endemici di violenza”, in un contesto di presenza debole o nulla da parte dello Stato. Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta al Sir da Bogotá: “Il Paese sta organizzando numerose iniziative per il prossimo 9 aprile, giornata nazionale delle vittime; tra gli eventi più importanti il seminario organizzato dall’Università Nazionale con padre Francisco de Roux, presidente della commissione della Verità. Contemporaneamente, le obiezioni presentate del presidente della repubblica Duque sulla giustizia transitiva speciale (Jep) hanno attirato l’attenzione della Corte Penale Internazionale, che sta vigilando sul pericolo di bloccare il processo di pace”. In un periodo cruciale anche per le elezioni amministrative previste per l’autunno nei principali centri della Colombia, “la comunità internazionale sta organizzando vari seminari di approfondimento, tra cui le iniziative dell’Osservatorio sulla Pace (Copaz) promosso dal Governo della Germania e da varie Università tedesche”, conclude Morsolin.

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