Santità laicale: testimonianze su Chiara Luce Badano e Carlo Acutis

“Oggi per me, non credente, Chiara è il classico piede che si infila nella porta per impedire che si chiuda del tutto, quello spiraglio necessario perché nel mio cuore possa sopravvivere la speranza che è la fede di chi non ce l’ha”. Lo ha detto Franz Coriasco, giornalista, amico e biografo della beata Chiara Luce Badano (1971-1990), “la giovane dal sorriso aperto”, intervenendo questo pomeriggio alla tavola rotonda “Testimoni di santità nel lavoro e nella vita ordinaria” in corso alla Pontificia Università della Santa Croce e moderata da mons. Francesco Russo, docente presso l’Ateneo. “Chiara mi ha insegnato la responsabilità che ciascuno di noi ha verso se stesso e il mondo che lo circonda, l’importanza dell’umiltà, l’importanza di ascoltare più che parlare”, ha aggiunto. Federico Piana, giornalista di Radio Vaticana Italia, parlando del venerabile Carlo Acutis (1991-2006), “nativo digitale innamorato dell’Eucaristia” che Papa Francesco ha additato come esempio per tutti i giovani nella “Christus vivit”, lo definisce “un’anima eucaristica che definiva l’Eucarestia ‘la mia autostrada per il cielo’”. Pur essendo solo un ragazzo “si prodigava per aiutare i più poveri e faceva adorazione eucaristica prima e dopo la messa. Aveva un sorriso per tutti”.

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