Pastorale giovanile: fr. John (Taizè), “la Chiesa è giovane non nel senso che imita le mode di questo mondo”

“La Chiesa ha qualcosa da offrire ai giovani, ma ad una condizione: essa è capace di far vivere la vera giovinezza nella misura in cui lei stessa si radica in questa novità perenne che è la vita dello Spirito Santo in noi”. Al Convegno nazionale di Pastorale giovanile “Dare casa futuro”, ripercorrendo la “Christus vivit” con quanti nelle diocesi d’Italia si occupano di giovani, frère John di Taizè ha approfondito il tema della giovinezza, anche della Chiesa: “Chiesa giovane non nel senso che imita le mode di questo mondo, ma perché ritorna continuamente alla sua fonte per ritrovare nuovo slancio. Esempio perfetto di questa Chiesa – ha detto – è Maria”. La Chiesa e della pastorale giovanile hanno allora un compito preciso: “collaborare alla formazione dei giovani perché ritrovino i valori che umanamente appartengono alla loro età, ma che sono spesso affogati dalla società che invecchia: parlo – ha detto frère John – della capacità di sognare, dello spirito di avventura e di rischio, della disponibilità… in una parola la speranza”. Il relatore ha poi suggerito alcuni “spazi da creare per stimolare la vera giovinezza”. Innanzitutto “la fiducia, senza la quale gli esseri umani non possono scoprire loro vera identità, rimangono bloccati dalla paura e costretti a portare maschere. Questa fiducia – ha detto frère John di Taizè – si radica in un rapporto di fiducia con Dio, che è ciò che si chiama fede, e conduce alla creazione di rapporti sinceri e profondi con gli altri”. La fiducia rende poi possibile “la vera amicizia che già tutti conosciamo come valore umano, ma la fede in Cristo, l’amicizia con lui, allarga e approfondisce anche rapporti umani. Non si può dire – ha detto frère John – che l’amicizia diventa l’espressione privilegiata della comunione in Dio?”. Gli spazi di fiducia e di amicizia poi “rendono possibile una crescita umana e spirituale dei giovani, che diventano capaci di vivere sempre più nella realtà, di assumere delle responsabilità e fare delle scelte per la loro vita”. Ma, “per scoprire la loro identità vera e discernere la chiamata di Dio, i giovani hanno anche bisogno di essere accompagnati: hanno bisogno di padri e madri che, attraverso l’ascolto e l’ accompagnamento, li aiutino a trovare la strada giusta. In cambio riceveranno l’entusiasmo dei giovani che dà speranza e forza a tutta la Chiesa”.

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