Elezioni amministrative: Ugci Rossano, “tutti i cittadini siano parte attiva nella costruzione della nuova città Corigliano-Rossano”

“La nascita della nuova città sia frutto di un rinnovato impegno politico, fatto da persone che siano credibili ed interpreti, con la loro vita concreta, di amare questa terra, di servire e non di utilizzare l’istituzione, che incarnino gli ideali dell’umanità semplice e sincera, che abbiano veramente a cuore il bene comune e che l’onestà anche intellettuale possa diventare la base su cui si fonda il futuro della nostra nuova comunità”. E’ l’auspicio espresso dal presidente dell’Unione giuristi cattolici di Rossano in vista dell’appuntamento del 26 maggio per le elezioni del Consiglio comunale e del Sindaco della nuova città di Corigliano-Rossano, nonché per l’elezione del Parlamento europeo. L’agire politico, si legge nel comunicato, “dovrebbe essere ispirato al bene comune ed esercitato con metodi e modalità trasparenti e democratici” e “l’impegno di ciascun politico dovrebbe essere praticato con spirito di servizio, fin dalla stessa competizione elettorale”. Invece “la fase elettorale, benché deputata alla rappresentazione delle proprie idee e dei propri programmi, si trasforma  indebitamente in un mercato di scambio elettorale e, spesso, all’onestà intellettuale e al bene comune pur tanto decantato, si mal cela una frenetica campagna di acquisto del consenso, dispiegata con metodi non democratici e sulla pelle dei più bisognosi”. Di qui l’allontanamento e la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica. Con riferimento alla comunità locale, l’Ugc parla di “una grande sfida: la costruzione della nuova città Corigliano-Rossano”. Dopo anni di “divisioni e pregiudizi, che hanno caratterizzato la storia delle due realtà Corigliano e Rossano, oggi sono un’unica realtà, la terza città della Calabria”. Di qui l’invito “a tutti i cittadini” a sentirsi “parte attiva di questo nuovo percorso, a contribuire alla costruzione della nuova città, impegnandosi ciascuno nel modo che riterrà, perché si affermi prioritariamente il ‘bene pubblico’ come valore imprescindibile dell’agire politico”.

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