Droga: Squillaci (Fict) su dichiarazioni Salvini, “pronti a confronto serio e concreto per avviare programma di prevenzione e contrasto”

“Noi ci siamo e attendiamo solo di essere convocati dal Ministro”. Così Luciano Squillaci, presidente della Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), commenta le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ieri alla stampa, di voler affrontare la “vita reale” e la “lotta alla droga”, manifestando il desiderio di incontrare le comunità di recupero. “Dopo un decennio di silenzio sul tema delle dipendenze – osserva il presidente Fict – di assurdo immobilismo che ha portato a depotenziare il sistema di intervento dei servizi, ad un disimpegno vergognoso nelle politiche di prevenzione e di educazione, accogliamo con speranza l’invito a confrontarci per recuperare questo ritardo senza senso.” “Un ritardo e un assenteismo che ha registrato un aumento esponenziale dell’ uso di sostanze stupefacenti, soprattutto fra i nostri giovani” come dimostrano i dati della relazione annuale al Parlamento sulle droghe, “ma anche dal nostro osservatorio, rappresentato dagli oltre 600 servizi dei centri federati Fict, dislocati su tutto il territorio italiano”. Oggi, afferma Squillaci, “si rivolgono alle nostre strutture genitori disperati che vedono i loro figli assumere sostanze sconosciute a 12 anni. Rispetto al 2017, abbiamo registrato nel 2018 un aumento del 16% di utenza con problemi legati all’uso di cannabinoidi; un 36% per uso di cocaina, un 9% in più per consumo di eroina, un 34% in più per consumo di alcol”.  I minori accolti in comunità, prosegue, “circa il 16%, ha fatto uso di eroina come sostanza assunta la prima volta, il 72% ha usato la cocaina. In Italia una persona ogni due giorni, oggi, muore per droga”. Per il presidente Fict “non basta il contrasto al traffico ed allo spaccio” ma servono “percorsi educativi e promozione di stili di vita sani”. Di qui la disponibilità e l’urgenza di “questo incontro con il ministro Salvini con l’auspicio che ci sia un impegno reale per avviare un programma di azione condiviso e un processo partecipato di riforma del sistema normativo sulle dipendenze, fermo ancora a 30 anni fa, al DPR 309/90”.

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