Dialogo interreligioso: Cottini (Pisai), il documento firmato ad Abu Dhabi è “l’unica vera strada percorribile”

Cosa porterà il documento firmato ad Abu Dhabi, lo scorso febbraio, fra Papa Francesco e il grande imam Ahamad Al-Tayyyb? A questa domanda hanno cercato di rispondere i relatori dell’incontro organizzato ieri sera a Roma dalla Università pontificia salesiana. “Il passaggio alla pratica dipenderà dalla ricezione – ha risposto Valentino Cottini, docente ordinario del Pontificio istituto studi arabi e d’islamistica (Pisai) -. Sia il Papa sia l’imam si sono impegnati di far studiare il documento nelle università. Prima di questo documento, ci sono stati un sacco di incontri islamo-cristiani con un impatto pari a zero. Ma non sono riusciti a incidere a livello della strada, della gente normale. Per questo documento invece c’è stato l’impegno da parte di due rappresentanti importantissimi, anche se asimmetrici perché il grande imam non rappresenta tutti i musulmani”. “La novità – ha evidenziato – è che il documento è pensato e scritto insieme. Rappresenta l’unica vera strada percorribile. In questo documento appare chiaro che cattolici e sunniti si percepiscono parte della medesima storia, sono consapevoli di condividere un unico destino che è quello del mondo e rinunciano a vedere l’altro come nemico e si considerano come figli. È un lungo lavoro di un anno, ha una autorevolezza inedita. Nasce in ambito islamico cristiano ma è rivolto a tutti gli uomini di buona volontà anche non credenti. Si parla di cattolici e musulmani solo una volta, si parla in pratica all’umanità”.

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