Dat: mons. Paglia (Pav), serve “dialogo tra diritto ed etica. Incoraggiare cure palliative”. Al lavoro su dichiarazione congiunta cattolici, ebrei, musulmani

Prendiamo atto della legge 219/2017 sul Consenso informato e sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) “pur con le sue incongruenze e ambiguità” per “valorizzare gli aspetti positivi”. Lo ha sottolineato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, intervenuto alla Giornata di studi sulla legge 219/2017 “in prospettiva interreligiosa”, che si è svolta oggi nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza” con la partecipazione di mons. Paglia, del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, di Yusuf Abd al-Hakim Carrara, vice presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis). Mons. Paglia ha illustrato il lavoro che la Pav sta portando avanti sul tema delle cure palliative per arrivare ad una dichiarazione comune tra cattolici, ebrei, musulmani. Nel sottolineare alcuni “snodi critici” della legge: l’autodeterminazione del paziente, la questione complessa del rifiuto e/o sospensione di particolari trattamenti, l’importanza del dialogo e della fiducia tra medico e paziente, Paglia ha collocato il “punto cruciale” si “all’intersezione tra diritto ed etica” perché “una legge non potrà mai risolvere da sé sola tutti i casi con la loro singolarità”. Il presule ha quindi sottolineato la necessità di incoraggiare le cure palliative e la terapia del dolore auspicando una riflessione sul “significato culturale della relazione di cura come prospettiva globale”, formazione del personale sanitario – non solo delle strutture legate alla Chiesa –, “promozione del ruolo dei Comitati etici indipendenti”, “percorsi di accompagnamento nell’elaborazione delle Dat che ne evitino la deriva burocratica e permettano alle persone di appropriarsi della profondità della decisione in gioco”. Di grande importanza il ruolo formativo delle religioni. “Anche questo è il contributo che ci proponiamo di offrire attraverso la dichiarazione congiunta delle tre grandi tradizioni religiose ebraica, musulmana e cattolica che stiamo preparando sulle cure palliative. Il nostro obiettivo – ha concluso – è trovare le maggiori convergenze possibili per procedere insieme in questo grande compito – che è di tutte le società e di tutte le culture – di rendere il passaggio della morte più umano e solidale, favorendo l’accompagnamento e le cure palliative”.

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