Venezuela: l’Assemblea costituente toglie l’immunità a Guaidó. Proseguono proteste, saccheggi e repressioni

L’Assemblea nazionale costituente (Anc) del Venezuela, controllata da Nicolás Maduro, ha reso effettiva ieri in tarda serata la decisione di togliere l’immunità parlamentare al presidente autoproclamato Juan Guaidó, rispondendo così in poco più di ventiquattr’ore alla richiesta del Tribunale speciale di giustizia (Tsj). Lo stesso Tribunale è stato, di conseguenza, autorizzato a denunciare penalmente Guaidó per usurpazione delle proprie funzioni. L’arresto del presidente riconosciuto da oltre 50 Paesi diventa, così, più di un’ipotesi, mentre il Paese vive giorni sempre più drammatici.
Ieri centinaia di cittadini hanno rotto le barriere con le quali era stata chiusa la frontiera con la Colombia, a San Antonio del Táchira, e sono entrati in Colombia per procurarsi cibo e generi di prima necessità, attraversando il ponte internazionale Simón Bolívar. Fonti Sir parlano di una situazione sempre più ingestibile a Maracaibo, dove la corrente è tornata solo in alcune zone delle città. Si registrano lunghissime code (quasi sei ore per provare a rifornirsi di carburante), saccheggi e proteste, sia in centro che a Cabimas, sull’altro lato del lago di Maracaibo, dove sono stati presi d’assalto gli stabilimenti della Pepsi. Chi ha la possibilità arriva a pagare 5 dollari (anche di più in bolivares) una borsa di ghiaccio per raffreddare acqua e alimenti, una cifra che corrisponde per alcuni alla paga minima. Si segnalano repressioni, mentre in questa situazione precaria le autorità hanno annunciato per oggi la riapertura delle scuole. Guaidó ha intanto convocato per sabato prossimo un’altra giornata nazionale di mobilitazione.

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