Papa Francesco: udienza, “solo coloro che si sentono fratelli possono essere nel mondo servitori di speranza”

foto SIR/Marco Calvarese

“La giornata di domenica è stata dedicata alla comunità cristiana”. Lo ha ricordato il Papa, ripercorrendo, durante l’udienza di oggi, le tappe del suo viaggio in Marocco. “Prima di tutto ho visitato il Centro rurale di servizi sociali, gestito dalle suore Figlie della Carità – le stesse che fanno il dispensario, l’ambulatorio dei bambini qui a Santa Marta – che, con la collaborazione di numerosi volontari, offre diversi servizi alla popolazione”, ha sottolineato Francesco, che subito dopo, nella cattedrale di Rabat, ha incontrato i sacerdoti, le persone consacrate e il Consiglio ecumenico delle Chiese. “È un piccolo gregge, in Marocco, e per questo ho ricordato le immagini evangeliche del sale, della luce e del lievito, che abbiamo letto all’inizio di questa udienza”, ha commentato il Papa, secondo il quale “ciò che conta non è la quantità, ma che il sale abbia sapore, che la luce splenda, e che il lievito abbia la forza di far fermentare tutta la massa. E questo non viene da noi, ma da Dio, dallo Spirito Santo che ci rende testimoni di Cristo là dove siamo, in uno stile di dialogo e di amicizia, da vivere anzitutto tra noi cristiani, perché – dice Gesù – ‘da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri'”.
“E la gioia della comunione ecclesiale ha trovato il suo fondamento e la sua piena espressione nell’Eucaristia domenicale, celebrata in un complesso sportivo della capitale”, ha proseguito Francesco: “Migliaia di persone di circa 60 nazionalità diverse! Una singolare epifania del Popolo di Dio nel cuore di un Paese islamico. La parabola del Padre misericordioso ha fatto brillare in mezzo a noi la bellezza del disegno di Dio, il quale vuole che tutti i suoi figli prendano parte alla sua gioia, alla festa del perdono e della riconciliazione. A questa festa entrano coloro che sanno riconoscersi bisognosi della misericordia del Padre e che sanno gioire con Lui quando un fratello o una sorella ritorna a casa. Non è un caso che, là dove i musulmani invocano ogni giorno il Clemente e il Misericordioso, sia risuonata la grande parabola della misericordia del Padre”. “È così: solo chi è rinato e vive nell’abbraccio di questo Padre, solo coloro che si sentono fratelli possono essere nel mondo servitori di speranza”, ha concluso il Papa.

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