Notizie Sir del giorno: Papa su persone migranti, rom a Torre Maura, Brexit, Venezuela, truffati banche, acqua e sanità, elezioni europee

Papa Francesco: udienza, “a me non piace dire migranti, è un aggettivo”. Meglio dire: “persone migranti”

“A me non piace dire ‘migranti’, a me piace più dire ‘persone migranti’”. Lo ha detto il Papa, a braccio, durante l’udienza di oggi, dedicata al suo recente viaggio in Marocco, un Paese dove “la Chiesa è molto impegnata nella vicinanza ai migranti”. “Migranti è un aggettivo, le persone sono sostantivi”, ha proseguito Francesco a braccio: “Noi siamo caduti nella cultura dell’aggettivo, usiamo tanti aggettivi e dimentichiamo tante volte i sostantivi, cioè la sostanza”, il monito. “L’aggettivo va attaccato alla persona”, ha detto il Papa, esortando a dire: “Una persona migrante”. “Così c’è rispetto – ha commentato – per non cadere in questa cultura dell’aggettivo che è troppo liquida, troppo gassosa”. Nel viaggio in Marocco, ha sottolineato Francesco, “particolare attenzione ho dedicato alla questione migratoria, sia parlando alle autorità, sia soprattutto nell’incontro specificamente dedicato ai migranti. Alcuni di loro hanno testimoniato che la vita di chi emigra cambia e ritorna ad essere umana quando trova una comunità che lo accoglie come persona. Questo è fondamentale”. “Proprio a Marrakech, in Marocco, nel dicembre scorso è stato ratificato il ‘Patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare’”, ha ricordato il Papa, evidenziando che “come Santa Sede abbiamo offerto il nostro contributo che si riassume in quattro verbi: accogliere i migranti, proteggere i migranti, promuovere i migranti e integrare i migranti”. “Non si tratta di calare dall’alto programmi assistenziali, ma di fare insieme un cammino attraverso queste quattro azioni, per costruire città e Paesi che, pur conservando le rispettive identità culturali e religiose, siano aperti alle differenze e sappiano valorizzarle nel segno della fratellanza umana”. (clicca qui)

Rivolta contro i rom a Torre Maura: mons. Palmieri (vescovo Roma Est), “protesta disumana e odiosa” ma ascoltare anche “il grido delle periferie”

Una protesta “disumana” e “particolarmente odiosa” perché tocca anche mamme con bambini. Strumentalizzata dai gruppi “più facinorosi” con “un retroterra culturale di odio razziale”, che mirano “ad esasperare le tensioni sociali”. Così mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare del settore Roma Est e presidente della Fondazione Caritas di Roma, commenta al Sir la rivolta di ieri sera degli abitanti del quartiere Torre Maura, aizzata dai militanti di Casapound e Forza nuova, contro il trasferimento di 70 persone rom, tra cui 33 bambini e 22 donne, nel centro di accoglienza di proprietà del Comune di Roma, in via dei Codirossoni. Dopo gli scontri, le barricate e gli atti violenti, la sindaca Raggi ha deciso di trasferire i rom altrove. Per evitare questi conflitti sociali mons. Palmieri invita ad “intervenire con decisione sulle sacche più problematiche delle nostre periferie” perché “la cittadinanza sente che non vengono riconosciuti i propri diritti e sono messi alla prova con una integrazione non facile”. “La situazione di Torre Maura è la stessa di diversi quartieri della periferia di Roma, dove i tentativi di integrazione, in particolare dei rom, sono resi particolarmente difficili da un tessuto sociale già molto provato – spiega –. Ci sono cittadini romani che si trovano in seria difficoltà nel dover gestire l’ordinarietà della vita, le relazioni all’interno del quartiere, la ricerca del lavoro”. Secondo il vescovo “da una parte l’accoglienza doveva essere preparata. Dall’altra non bisogna dimenticare che la protesta è opera di alcuni facinorosi” che hanno “approfittato della situazione con una protesta disumana che tocca mamme con bambini. Questo la rende particolarmente odiosa”. (clicca qui)

Brexit: Juncker (Commissione Ue), “no deal ipotesi sempre più verosimile. Ora tutto dipende da Londra”

(Bruxelles) “Il no deal è una ipotesi sempre più verosimile”. Lo ha affermato a chiare lettere Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, mentre a Londra governo e parlamento britannici non riescono a trovare un accordo per un recesso ordinato dall’Unione. Juncker è intervenuto nel pomeriggio nell’emiciclo dell’Europarlamento in plenaria, concentrandosi sull’affare-Brexit. Juncker ha ripercorso ancora una volta le tappe che hanno portato al Brexit e ha sottolineato l’incapacità delle autorità del Regno Unito di decidere in materia: ovvero conferma dell’accordo sottoscritto tra il governo inglese e l’Ue, oppure ‘no deal’ (divorzio senza regole), o, ancora, secondo referendum. O, ultima ipotesi, abbandonare il Brexit e restare nell’Ue. “Siamo pronti a negoziare i rapporti futuri tra Ue e Regno Unito dopo che saranno decise le modalità del recesso”, ha detto il capo dell’esecutivo. “Ma ora tutto dipende” da Londra; “il Consiglio europeo ha dato alle autorità inglesi tutto il tempo per decidere”, eppure l’impasse rimane. Juncker ha ricordato come l’Ue si sia preparata al ‘no deal’, “per tutelare i cittadini e i loro diritti, per far sì che gli aerei possano decollare, per non intralciare l’attività di pesca marittima, per garantire le cooperazioni di polizia, per evitare turbative dei mercati finanziari”. (clicca qui)

Venezuela: i vescovi condannano “tutti i crimini contro l’umanità, commessi sotto l’occhio compiacente delle autorità”

I vescovi del Venezuela, in un messaggio al “popolo di Dio e alle persone di buona volontà in Venezuela” condannano tutti “i crimini contro l’umanità” e il mancato rispetto dei diritti umani “commessi nella nostra patria sotto l’occhio compiacente delle autorità”. Tra questi: “l’assassinio e la repressione degli indigeni pemones e delle altre etnie nel sud del Paese”; “la deportazione forzata di colombiani e venezuelani” quando “nel 2016 venne chiuse la frontiera con argomenti poco credibili; l’incarcerazione o altre gravi privazioni della libertà fisica in violazione delle norme fondamentali; la tortura contro i detenuti per motivi politici; l’imposizione intenzionale di condizioni di vita come la privazione dell’accesso ad alimenti e medicine; la sparizione forzata di persone tramite detenzione e sequestro da parte dello Stato, con la sua autorizzazione, appoggio o acquiescenza, negando poi informazioni sulla situazione e il luogo di reclusione”. Nel messaggio, firmato da monsignor José Luis Azuaje Ayala, arcivescovo di Maracaibo e presidente della Conferenza episcopale, insieme ai due vicepresidenti e al segretario generale, viene riaffermata “la dignità della persona umana e i suoi diritti inalienabili”. Perciò richiamano le forze armate nazionali a svolgere “il loro compito a favore del popolo” e “al servizio esclusivo della nazione e non di una persona o di una parzialità politica”, come previsto dalla Costituzione. (clicca qui)

Banche: Conte, “nel decreto ‘crescita’ confido ci siano norme per i truffati”. “A Tria ho chiesto che siano adottate al più presto”

Nel decreto “crescita”, “confido che ci siano anche le norme per quanto riguarda i truffati” delle banche. “Era l’ipotesi a cui stavamo lavorando”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, incontrando la stampa a Doha, in Qatar, dove ha avuto un colloquio con l’emiro. Il premier ha spiegato che “qui si tratta di un’iniziativa che compete esclusivamente al ministro dell’Economia Tria. L’ho già incontrato e gli ho chiesto di adottare al più presto un decreto con le norme che consentiranno un celere risarcimento a tutti i truffati. È un impegno del governo, assunto da entrambe le forze politiche. È un impegno che ho assunto anch’io sin dall’inizio del mio insediamento”, ha aggiunto Conte ricordando come anche nelle consultazioni prima della formazione del governo aveva incontrato i rappresentanti delle persone truffate. “Tengo personalmente a che le norme siano adottate e varate al più presto”. (clicca qui)

Acqua: Unicef-Oms, una struttura sanitaria su quattro nel mondo senza servizi idrici di base con un impatto su 2 miliardi di persone

Secondo il nuovo rapporto del Programma Unicef-Oms di monitoraggio per la fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari, una struttura sanitaria su quattro nel mondo non possiede servizi idrici di base, con un impatto su oltre due miliardi di persone. Il rapporto del programma congiunto dell’Unicef e dell’Oms Wash in Health Care Facilities (L’acqua e i servizi igienico-sanitari nelle strutture sanitarie) è la prima analisi globale comprensiva sullo stato dell’acqua e i servizi igienico-sanitari nelle strutture sanitarie ed evidenzia che una struttura di assistenza sanitaria su cinque non possiede servizi igienici con un impatto su 1,5 miliardi di persone. Il rapporto rivela inoltre che molti centri sanitari non hanno le strutture di base per l’igiene delle mani, la separazione e lo smaltimento sicuro dei rifiuti sanitari, servizi fondamentali per prevenire infezioni, ridurre la diffusione di resistenza antimicrobica e per fornire assistenza di qualità, in particolare per una nascita sicura. “Chiedo alle persone ovunque nel mondo di supportare interventi per l’acqua e i servizi igienico-sanitari in tutte le strutture di assistenza sanitaria. È essenziale per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, l’appello lanciato da António Guterres, segretario generale Onu, mentre per Henrietta Fore, direttore generale Unicef, “ogni nascita dovrebbe essere supportata da un paio di mani sicure, lavate con sapone e acqua, e utilizzando attrezzature sterili in un ambiente pulito”. (clicca qui)

Elezioni europee: Pax Christi, manifesto per il 26 maggio. “Voto decisivo sul futuro dell’Europa”

(Bruxelles) Pax Christi International, movimento cattolico per la pace, ha pubblicato “L’Europa che vogliamo”, manifesto in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento (23-26 maggio). “Ribadiamo la nostra fiducia nel progetto europeo” si legge nel testo, perché “l’Europa è ancora molto necessaria per raggiungere gli obiettivi di pace, prosperità e sostenibilità in un mondo scosso da disuguaglianze, conflitti, cataclismi climatici e squilibri geopolitici”; perché “dovrebbe rimanere un faro di speranza e di umanità per tutti coloro che sono privati della loro dignità e del diritto a condizioni di vita decenti”; perché “ha le risorse e il coraggio per adattarsi a un mondo che cambia senza rinnegare i suoi valori fondamentali”. Tuttavia i “risultati” raggiunti dall’Europa “non sono privi di difetti”, che il manifesto passa in rassegna. Le prossime elezioni, sostiene Pax Christi, “saranno combattute su questioni europee molto importanti e potrebbero essere le elezioni più decisive sul futuro dell’Europa”. “Mentre populisti e nazionalisti stanno facendo sentire la propria voce”, occorre intervenire e convincere le persone “a partecipare alle elezioni e a sostenere l’Europa che vogliamo: un’Europa pacifica, fraterna e lungimirante per tutte le donne e tutti gli uomini di buona volontà”. (clicca qui)

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