Migranti: conferenza Simi-Università Oslo, “camminare insieme offrendo una testimonianza di unità nelle differenze”

Provenivano da diversi Paesi dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia i partecipanti alla conferenza internazionale “Contested humanities: a dialogue on ecumenical spaces of hospitality in Europe” promossa dallo Scalabrini international migration institute (Simi) e dall’Università di Oslo per indagare sul coinvolgimento della Chiesa cattolica e il mondo delle Chiese riformate nel contesto dell’accoglienza della mobilità umana in Europa. L’evento, ospitato a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana e il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha fornito l’occasione, spiega una nota dei Missionari Scalabriniani, “per confrontarsi sulle crescenti politiche identitarie e restrittive in Europa che hanno generato, in maniera esponenziale di recente, una tensione tra due polarità: chi sostiene, da un lato, di dover proteggere i propri confini e difendere le proprie identità per rendere più sicuro il proprio sistema di welfare e una certa stabilità politica e, dall’altro, la realtà formata da pratiche e posizioni che presentano tendenze opposte ad ogni costrizione o visione securitaria”. “In questa seconda categoria – prosegue la nota – si situano le buone prassi, presentate anche in questi giorni, di alleanze concrete tra Chiese, Ong, le varie organizzazioni che difendono i diritti umani e gli innumerevoli piccoli progetti portati avanti da singole individualità”.
La conferenza ha analizzato e dialogato, nello stile laboratoriale che l’ha contraddistinta, su questa identità “altra” che si opporrebbe, quasi minacciando, a detta di alcuni, una umanità “europea”. “Dagli interventi – spiegano gli Scalabriniani – è emerso che non esiste una radicale differenza tra un approccio sul tema Nord e Sud in Europa. Vi è piuttosto lo sforzo comune di integrare approcci sicuramente diversi, dovuti anche a situazioni socio-politiche distinte e pressioni emergenziali non paragonabili, e camminare insieme offrendo una testimonianza di unità nelle differenze, ad intra tra le Chiese, e ad extra sul tema specifico e variegato della mobilità umana”.

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