Gesù e i farisei: Vetö (Centro cardinal Bea), “il convegno testimonia la nuova comprensione della Chiesa cattolica sul giudaismo”

Il Centro Cardinal Bea per gli studi giudaici presso la Pontificia Università Gregoriana prende il nome da Augustin Bea (1881-1968), il “cardinale dell’unità”, un sacerdote gesuita che fu rettore del Pontificio Istituto Biblico per 19 anni, e che divenne il primo presidente del Segretariato per la promozione dell’unità dei cristiani. A spiegarlo è p. Etienne Vetö, direttore del Centro, introducendo e moderando oggi a Roma la conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale “Gesù e i Farisei. Un riesame interdisciplinare” che si terrà dal 7 al 9 maggio presso il Pontificio Istituto Biblico (PIB) in occasione dei suoi 110 anni di fondazione. L’evento è promosso dal Biblico in collaborazione con il Centro Cardinal Bea ed è sponsorizzato dall’American Jewish Committee, dalla Conferenza episcopale italiana e da Verbum. Bea, sottolinea Vetö, “influenzò notevolmente le relazioni ebraico-cristiane durante il Concilio Vaticano II: fu il principale artefice del documento Nostra Aetate, di cui il famoso paragrafo 4 avrebbe cambiato il corso della storia religiosa”. “Nel 50° anniversario della sua morte – prosegue il direttore -, il nostro Centro è orgoglioso di collaborare a questo importante convegno internazionale, il quale testimonia la nuova comprensione che la Chiesa cattolica ha del giudaismo e la misura in cui ebrei e cristiani possono studiare insieme la propria storia comune”. È un modo, conclude, “per attuare ciò che Papa Francesco ci ha recentemente ricordato nell’udienza con i partecipanti all’incontro per commemorare il 50° anniversario della morte del porporato, lo scorso 28 febbraio. Nel chiedere all’Università Gregoriana di stabilire il Centro, la Santa Sede le affidò il compito di diventare ‘il programma principale della Chiesa cattolica negli studi giudaici”.

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