Famiglia: Griffini (Aibi), “istituire la Giornata mondiale del figlio”

“Bisogna istituire una Giornata mondiale del figlio, per rafforzare la coscienza sociale sulla esistenza del diritto di tutti i minorenni di crescere in una famiglia in grado di dare loro felicità, amore e comprensione. La politica italiana se ne faccia portavoce presso le istituzioni sovranazionali”. È la proposta del presidente di Aibi – Amici dei bambini, Marco Griffini.
“C’è un dato impressionante – evidenzia Griffini -, evidenziato dall’unico, ad oggi, rapporto pubblicato dall’Onu, nel 2009, sullo stato di adozione dei minori abbandonati in tutti i Paesi del mondo: ogni anno, fra adozioni nazionali e internazionali vengono adottati solo 260mila minori. Quindi, poco meno di 12 bambini ogni 100mila persone. L’adozione resta un evento raro, nel mondo, e l’abbandono dei minori un dramma senza risposte”.
“Un esempio? Per dare una famiglia solo ai minori rimasti orfani di entrambi i genitori a causa dell’Aids – evidenzia il presidente di Aibi -, servirebbe incrementare le adozioni, nel mondo, di 60 volte. Ne occorrerebbero, cioè, 16 milioni!”.
Nonostante ciò, molti Paesi riconoscono formalmente solo il diritto di vivere con la famiglia d’origine, ma non quello di vivere comunque in una famiglia stabile in assenza della prima. “Tuttavia – aggiunge Griffini – le misure di protezione alternative alla famiglia di origine non possono essere tutte considerate sullo stesso piano, perché la vita prolungata all’interno delle comunità educative e delle famiglie affidatarie non restituisce ai minori la condizione di ‘figlio’ né la necessaria stabilità. Nel ‘superiore interesse del minore’ è necessario rendere maggiormente chiaro l’obbligo comune a tutti gli adulti e agli Stati di garantire a tutti i bambini e ragazzi il diritto a uno sviluppo equilibrato della loro personalità e di raggiungere il massimo del loro potenziale senza essere condannati per anni al precariato affettivo delle misure alternative”.
Amici dei Bambini è un’associazione italiana creata nel 1986 da un movimento di famiglie adottive con la mission di dare ad ogni bambino abbandonato una famiglia e garantire il suo diritto a essere figlio. Oggi Aibi opera in 30 Paesi nel mondo per l’accoglienza dei bambini abbandonati.

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