Diocesi: Venezia, venerdì 5 aprile a Mestre la Via Crucis dei giovani con la testimonianza del card. Coutts

Sarà incentrata sul tema “Beati voi” la Via Crucis diocesana dei giovani in programma per la serata di venerdì 5 aprile, nel cuore di Mestre (Ve). All’iniziativa, cui parteciperà il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, interverrà il card. Joseph Coutts, arcivescovo metropolita di Karachi in Pakistan, che offrirà la sua testimonianza sulla situazione dei cristiani perseguitati.
Il ritrovo è fissato per le 19 davanti alla chiesa di S. Girolamo: via via che arriveranno, i giovani saranno invitati ad entrare nell’edificio sacro più antico di Mestre e sostare per qualche momento in preghiera davanti al grande e rinomato Crocifisso per poi riunirsi tutti all’esterno della Chiesa in attesa di iniziare la Via Crucis che si svilupperà in cinque tappe nelle vie centrali di Mestre fino a giungere in piazza Ferretto e concludere poi il tutto nel duomo di S. Lorenzo (arrivo qui previsto per le 20.15). Le meditazioni proposte nella Via Crucis saranno alcune di quelle contenute nel libretto “La sapienza della Croce” (Marcianum Press) che raccoglie le riflessioni inedite che il patriarca Moraglia ha appositamente svolto per ciascuna delle 14 stazioni della Via Crucis, come ulteriore e specifico sviluppo della sua ultima lettera pastorale “L’amore di Cristo ci possiede” sul primo annuncio cristiano (kerigma). Nel Duomo di Mestre è, infine, previsto l’intervento-testimonianza del card. Coutts.
Con la presenza del porporato, prosegue il cammino di attenzione e vicinanza della Chiesa veneziana alla testimonianza attualissima dei cristiani perseguitati nel mondo, grazie alla collaborazione in atto con la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre. La Via Crucis dei giovani “sarà un’occasione preziosa per lasciarsi mettere con le spalle al muro davanti all’esempio di tanti cristiani perseguitati nel mondo”, osserva don Francesco Marchesi, coordinatore della Pastorale giovanile diocesana, secondo cui “la Via Crucis bene si adatta a cogliere l’anima e il cuore della testimonianza e delle sfide vissute dai cristiani di altri Paesi nel mondo e a calarle immediatamente nelle sfide e negli ambiti di vita in cui oggi i nostri giovani sono chiamati ad offrire la loro testimonianza cristiana”.

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