Disabilità: suor Donatello (Cei), “le persone sono appartenenti a una comunità e non destinatarie di buone azioni”

“Ci siamo messi in ascolto. Ora è il momento di scendere a valle per condividere con altri fratelli”. Così suor Veronica Donatello, responsabile del settore catechesi per le persone disabili della Cei, a conclusione del convegno nazionale a Sacrofano. “Negli anni – ha spiegato al Sir – sono stati fatti tanti processi. Ormai le comunità sono più sensibili ed è comune che il parroco chiami per sapere come dare i sacramenti alle persone disabili. Lo stare dentro la Chiesa significa appartenere ed essere accompagnati”. “Quanto le nostre comunità potrebbero diventare credibili, non solo credenti, accogliendo la pietra di scarto?”, si è chiesta la responsabile dell’ufficio attivo dal 1991: “Su questa tematica, la comunità deve recuperare l’ottica generativa fino all’ultima parte della vita, ovvero, l’accompagnamento della persona disabile alla fine. Vedere che ci sono delle risposte nelle nostre diocesi a queste persone è stato bello. Non c’è stata una sola e unica risposta ma diverse”. Del convegno appena concluso, suor Donatello sceglie tre parole significative: “La prima – ha detto – è generatività da recuperare; la seconda è formazione, sia accademica sia di equipe, visto che il Signore ha formato dei discepoli; e infine, sinergia fra la comunità parrocchiale e le associazioni in cui la prima non delega ma si accompagna insieme alle altre”. Nella tre giorni, sono stati proiettati diversi video di testimonianze. “Il più emozionante – ha commentato – è stato quello della signora che ha detto: ‘A volte sono la buona azione di qualcuno’. Forse il desiderio di tutti è che nessuna persona con disabilità si senta solo quel momento di azione buona ma scopra di appartenere a una comunità”.

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