Terremoto Centro Italia: diocesi di Montepulciano in pellegrinaggio di solidarietà ad Amatrice

“Di solito in un pellegrinaggio si va a visitare un santuario o un monumento che ci parla della storia della fede, della spiritualità o della cultura nata dal Vangelo. Questa volta la chiesa non si può visitare perché è crollata, e se è ancora in piedi è inagibile. Sono rimasti in piedi però i sopravvissuti, benché feriti nell’anima, e nella nostra memoria sono rimaste in piedi le quasi trecento vittime del terremoto”. Così mons. Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, ha presentato il pellegrinaggio diocesano ad Amatrice e Rieti, ieri 25 aprile, cui hanno partecipato oltre cinquecento persone, giunte con dieci pullman. Solidarietà che si è concretizzata nel palazzetto dello sport di Amatrice con il dono delle chiavi della Casa di Santa Giusta da parte di mons. Manetti a mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti. Ora anche la frazione di Santa Giusta avrà un luogo dove aggregarsi, ritrovarsi, unirsi. “Grazie per la vostra presenza, non siete i benvenuti, siete i bentornati – ha detto il vescovo di Rieti, le cui parole sono riportate dal sito andareoltre.org, collegato al settimanale diocesano ‘Frontiera’ -. Da oltre trent’anni ci lega un rapporto di amicizia che si rafforza grazie alla vostra Casa di Santa Giusta, che oggi donate a noi”. “Ricordiamo il grido che più volte si levò da questi territori verso l’Italia intera: non ci dimenticate quando i riflettori su di noi saranno spenti! Ecco: siamo qui per dirvi che non vi dimentichiamo. Abbiamo viaggiato, siamo arrivati, vogliamo salutarvi, abbracciarvi spiritualmente, dirvi che ci ricordiamo di voi, che non vogliamo dimenticarvi”, è stata la risposta di mons. Manetti. La giornata ha avuto il suo epilogo con la messa nella cattedrale reatina concelebrata dai due vescovi.

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