Terra Santa: El-Yousef (patriarcato latino), “panorama politico molto sfavorevole”

“Il panorama politico molto sfavorevole, e il peggioramento delle condizioni economiche” che si ravvisano in Israele, Palestina e Giordania influiscono sul “grande lavoro che si sta svolgendo all’interno del Patriarcato latino, grazie agli oltre duemila laici e religiosi, soprattutto là dove concentriamo le nostre priorità, nei tre settori principali dell’educazione, della pastorale e del sostegno umanitario”. È quanto scrive nella sua “relazione di primavera”, Sami El-Yousef, Amministratore Delegato del Patriarcato Latino di Gerusalemme, nella quale tratta della situazione politica ed economica in Terra Santa e dei suoi effetti sul lavoro della diocesi. “In Israele – scrive l’amministratore delegato – le recenti elezioni hanno fatto sì che stia per formarsi un governo ancora più di destra, che probabilmente consoliderà le mosse del governo precedente verso uno Stato ebraico esclusivo nel quale i non ebrei potrebbero diventare cittadini di seconda classe, oltre al fatto che si è promesso di annettere la West Bank, uccidendo ogni speranza di una soluzione a due Stati”. Preoccupa anche la Palestina dove, si legge nella relazione, diffusa dal Patriarcato, “si può constatare la divisione tra i due principali partiti politici, culminata in una più profonda separazione tra loro e nell’allargamento del divario tra Gaza e il resto dei Territori, per non parlare dell’erosione del sostegno di tutto il mondo guidato dagli Usa, con la decisione del governo americano di sospendere tutti gli aiuti finanziari nei confronti della Palestina e delle agenzie delle Nazioni Unite che lavorano con i rifugiati palestinesi. Questo – sottolinea El-Yousef – ha portato ad una nuova ondata di disoccupazione, soprattutto all’interno della giovane comunità cristiana specializzata, nonché a una riduzione dei servizi per i più bisognosi”. “In Giordania – continua il testo – le recenti modifiche alle leggi fiscali hanno fatto sì che le persone a reddito medio-basso e i beneficiari di fondi pensione vengano tassati di più, lasciandoli con un reddito più basso in presenza di aumenti dei prezzi sulla maggior parte dei beni e servizi di base”. Nel complesso, nei tre paesi in cui opera il Patriarcato latino di Gerusalemme,” non c’è un quadro molto promettente e la cosa triste è che il quadro non sembra destinato a migliorare presto. Pertanto, il nostro lavoro dovrà continuare a tenere conto di queste realtà mentre cerchiamo di pianificare un futuro incerto”. Da qui la necessità di “rafforzare l’importanza della presenza cristiana individuale e istituzionale in Terra Santa, che è la voce moderatrice in una società molto divisa e polarizzata. Che si tratti di bambini in età scolare, parrocchiani, anziani, famiglie disgregate, persone con disabilità, migranti, rifugiati e persone di ogni estrazione sociale, il Patriarcato latino di Gerusalemme, attraverso i suoi vari programmi e interventi, è lì per sostenere coloro che sono emarginati, deboli e bisognosi. Così, mentre rinnoviamo la nostra fede in questa stagione, sentiamo certamente una ventata d’aria fresca nonostante un ambiente politico ed economico molto cupo. Il domani – è la conclusione – promette di essere migliore di oggi e noi continuiamo a pregare per la pace di Gerusalemme che è tanto cristiana quanto ebraica e musulmana”.

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