Rogo baraccopoli Borgo Mezzanone: Verona (Intersos), “è una morte che si aggiunge ad una lista troppo lunga”

“È una morte che si aggiunge alla troppo lunga lista di lavoratori migranti che hanno perso la vita in questi anni, la cui responsabilità risiede nello sfruttamento e nell’esclusione sociale, portata avanti da politiche economiche e migratorie emarginanti”. Sono parole piene di tristezza quelle pronunciate da Alessandro Verona, responsabile medico unità migrazioni di Intersos a Foggia, di fronte alla morte di Samara Saho, il giovane gambiano di 26 anni deceduto in un incendio divampato la notte scorsa in una baracca del ghetto di Borgo Mezzanone, l’agglomerato abusivo sorto a pochi chilometri da Foggia. “Intersos – aggiunge Verona – presente dal 2018 nei ghetti della Capitana con un servizio mobile di assistenza-socio sanitaria, ribadisce forte il bisogno di alternative che mettano concretamente al centro la tutela del lavoro e l’autodeterminazione di tutte le persone interessate. Gli sgomberi, come insegnato dalla storia recente, hanno l’unico effetto di calpestare i diritti umani, aumentando la precarietà e la vulnerabilità delle persone, oltre alla tensione sociale”.

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