Famiglia: card. De Donatis, “santità è fatta di piccoli atti d’amore”. “Per le coppie servono nuove forme di accompagnamento”

Secondo il card. Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, il Triduo pasquale è metafora dell’amore matrimoniale. Intervenuto oggi alla Settimana nazionale di studi sulla spiritualità coniugale e familiare promossa ad Assisi dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, il porporato si sofferma ora sul Venerdì Santo: “Stanchezza, abitudini, tensioni interiori possono trasformare l’incontro con l’altro in occasione di scontro, di chiusura in sé. Come quando uno dei due sposi si sente trascurato: il problema non è la difficoltà in sé ma il non riuscire a condividere, a parlarsi”. Così la passione di Gesù “entra in ogni dramma familiare quando avvertiamo il silenzio in noi e intorno a noi”. È Sabato Santo, ma la grazia del sacramento “interviene sostenendo la fedeltà dell’uno nei confronti della ‘dispersione’ dell’altro. Essere disposti a morire d’amore per non far morire l’amore”.
Come aiutare la famiglia a superare questo passaggio? “Occorre invitare la comunità ad inventare forme sempre più nuove di accompagnamento della coppia che la renda anzitutto consapevole di non essere lasciata sola”, il monito di De Donatis che auspica “formule più semplici, più accessibili ma non per questo meno forti, da offrire alle coppie nella propria casa, oltre a momenti di ritiro con spazi di silenzio, parola vera, fraternità. La comunità cristiana deve diventare nel Venerdì santo della famiglia come Maria sotto la Croce”. Quindi le tre parole chiave: permesso, grazie e scusa, indicate dal Papa e la proposta alle coppie di “un esame di coscienza settimanale per conoscere i propri errori e perdonarsi davanti alla Croce”. Infine la Domenica di Resurrezione, mistero che diventa “fondamento della nostra fede e nel quale la coppia si apre alla gioia della Pasqua”. Di qui l’importanza di “riscoprire la domenica come festa della coppia e della famiglia nella consapevolezza che il matrimonio di Dio con l’umanità si compie in tre giorni”. “Gli sposi capaci di vivere il matrimonio nel mistero pasquale nella vita di ogni giorno – conclude il cardinale vicario – ricreano cenacoli di fraternità e dimostrano che la santità è fatta di piccoli atti d’amore”.

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