Europa: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “chiamati a votare e costruire una casa aperta e accogliente”

L’Europa di oggi si sta ripiegando “negli errori che hanno generato la situazione attuale: alimentato gli armamenti e armato le popolazioni in guerra, tagliato le risorse per progetti nella cooperazione allo sviluppo, indebolito anziché rafforzato l’azione di tutela dei richiedenti asilo, dimenticato la giustizia sociale, disperso la propria forza culturale”. Lo ha denunciato mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio per il quale “è uno scatto di giustizia sociale che manca all’Europa, che rischia di frantumarsi, di chiudersi, e di non valorizzare una risorsa qual è la costruzione di nuove relazioni, fatta di bambini, di giovani, di famiglie, imprese, università, chiese, religioni che sappiano generare nuove e pari opportunità sociali, economiche e culturali”. “Queste relazioni, ferite da chiusure, paure, egoismi e nazionalismi nuovi è ciò che sta mancando all’Europa per costruire il proprio futuro”, ha sottolineato mons. Perego che, nell’omelia della messa della Festa della Liberazione, ha invitato a guardare “all’Europa, ‘casa comune’, liberata da egoismi, da interessi esclusivamente economici, da chiusure”. È “l’Europa della vita, di una nuova vita; è l’Europa del rispetto; è l’Europa casa aperta alla tutela di tutti, soprattutto dei più deboli, quella che siamo chiamati a votare e a costruire insieme”, ha aggiunto l’arcivescovo ricordando che “la partecipazione al voto europeo per un cattolico è un segno forte di continuità con la storia di Liberazione dei nostri padri, un voto per una democrazia sempre più allargata”.

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