Attentati Sri Lanka: mons. Moraglia (Venezia), “non ci possono lasciare indifferenti, la nostra città sinonimo di incontro e dialogo”

“L’evangelista Marco – attraverso la predicazione apostolica – ha voluto trasmettere alla Chiesa il Vangelo affinché i discepoli di ogni epoca, frequentando tale scuola, potessero incontrare personalmente Gesù Cristo e rimanergli fedeli”. Lo ha detto il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, nell’omelia della messa che ha presieduto, ieri, nella cattedrale di San Marco, alla presenza dei fedeli e delle autorità civili e militari locali, nella solennità dedicata dell’evangelista patrono della città lagunare. “Oggi a ricordarci in modo drammatico quanto siano impegnative le parole del Vangelo ci sono le immagini del sacrificio di tanti fratelli e sorelle di fede che, insieme ad altre persone, hanno trovato la morte negli attentati che hanno insanguinato lo Sri Lanka – e in modo particolare alcune sue chiese – proprio il giorno di Pasqua”, ha aggiunto il presule. Si tratta di una delle vicende che “non possono lasciare indifferenti noi, figli spirituali dell’evangelista Marco e abitanti di una città – Venezia – che da sempre è sinonimo di incontro e dialogo con tutto il mondo, chiamati a seguire più fedelmente e seriamente il Cristo Signore e, quindi, a costruire ogni giorno una convivenza sempre più cordiale e pacifica, ordinata al bene, alla giustizia e alla verità”. L’auspicio del patriarca è quello che “la festa dell’Evangelista sia occasione per entrare in un rapporto più vivo con Gesù, come fu per altri prima di noi”. Infine, mons. Moraglia ha concluso la sua omelia con una riflessione: “Tutto nasce da discepoli che hanno un cuore desideroso di conversione, disposti a un cammino che conduca al cuore stesso del Vangelo attraverso la conversione; ciò che viene prima di ogni altra cosa è porre la propria vita a servizio del Regno, ossia di Gesù. Marco, col suo Vangelo, afferma con grande forza che l’unico atteggiamento per incontrare realmente Gesù è entrare nel suo mistero e abitarvi”.

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