Attentati Sri Lanka: Fattori (missionaria Apg23), “dopo lo sgomento si riaccenda la speranza di un futuro di dialogo”

“I primi sentimenti, dopo l’alba della Pasqua che si è tramutata improvvisamente nella tenebra del venerdì di passione, sono stati un coinvolgimento profondo dentro lo sgomento e la paura che hanno innescato questi fatti terribili, ingiustificabili, disumani, con il loro carico di tanta sofferenza, vittime e feriti”: lo dice, in un’intervista al Sir, Giovanna Fattori, consacrata della Comunità Papa Giovanni XXIII, in missione a Ratnapura, a cento chilometri dalla capitale Colombo, dove la domenica di Pasqua diversi attentati terroristici in chiese e hotel hanno ucciso 253 persone.
Tra i sopravvissuti gli attentati hanno lasciato “orfani e famiglie troncate”. “È davvero una sofferenza immane quella che si è creata, che abbiamo portato fin dal primo momento in una preghiera fiduciosa e costante al Padre perché la luce del Cristo risorto, offuscata da questi fatti tragici, torni a risplendere e a confortare il cuore delle famiglie, colpite dal dramma, e riaccenda la speranza di un futuro che si riapra al dialogo, alla riconciliazione, al cammino insieme, alla convivialità e alla convivenza delle varie differenze che è stato un aspetto bello finora, lodato anche dal Papa nel suo viaggio in Sri Lanka”, ricorda Fattori. “Noi incoraggiamo tanto questo con la preghiera personale, ma anche con il rimanere accanto ai nostri piccoli che ospitiamo qui e alla gente che dopo lo sgomento di questi giorni ha bisogno di una ricarica di fiducia per guardare avanti.Esserci è il nostro piccolo contributo”, conclude.

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