Argentina: beatificazione martiri riojani. Nei ricordi di p. Queirolo “il forte legame del futuro Papa Francesco con mons. Angelelli”

Mons. Angelelli era in frequente contatto con l’allora provinciale dei gesuiti Jorge Mario Bergoglio, futuro Papa Francesco. E questi ha più volte manifestato la sua grande stima per il vescovo martirizzato, che sarà beatificato sabato 27 aprile a La Rioja, assieme ai sacerdoti Carlos Murias e Gabriel Longueville e al laico Wenceslao Pedernera. Come ha documentato il giornalista Nello Scavo nel suo libro “La lista di Bergoglio”, il vescovo Angelelli affidò al capo dei gesuiti argentini tre giovani seminaristi che rischiavano la vita, perché li mettesse in salvo. Ulteriori particolari vengono forniti al Sir da padre Roberto Queirolo, sacerdote che conobbe direttamente mons. Angelelli, per tre volte amministratore diocesano di La Rioja, durante i momenti di avvicendamento dei vescovi: “Da arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Bergoglio è venuto a La Rioja, è passato per Chamiscal, poi è tornato nel 30° della morte di mons. Angelelli, in quell’occasione parlai con lui. Un po’ di tempo dopo, da amministratore diocesano, partecipai all’assemblea della Conferenza episcopale argentina. Ogni intervento doveva durare tre minuti, quando venne il mio turno parlai di Angelelli, ma mi dilungai e mi fu tolta la parola, Allora, il card. Bergoglio intervenne e chiese che mi fosse concesso il tempo che mi serviva!”.
Padre Queirolo ha conosciuto direttamente anche gli altri martiri: “Padre Longueville era una persona molto colta, conosceva sette lingue, era anche pittore. Per non farsi capire scriveva le sue lettere in dialetto francese”.
Molto affettuoso il ricordo di padre Murias: “Da giovane fui suo compagno. Lottava contro il regime militare. Meglio morire giovane che invecchiare senza fare nulla, diceva”. Wenceslao Pedernera, ricorda ancora il sacerdote, “era un convertito, la sua vita era cambiata da quel momento. Aveva abbracciato la causa campesina, era a capo del Movimento rurale dell’Azione Cattolica e aveva promosso cooperative, maturando contatti in Europa e in particolare in Francia. E questo non fu tollerato”.

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