Notizie Sir del giorno: attentati Sri Lanka, udienza, Libia, Ue, acqua, social bond per ospedale in Zambia, centro storico Agrigento

Attentati in Sri Lanka: card. Ranjith (Colombo) al Sir, “il massacro poteva essere evitato. Troppi interessi geopolitici”

“È un fatto gravissimo, vuol dire che il massacro poteva essere evitato”. Così il cardinale Malcom Ranjith, arcivescovo di Colombo, commenta al Sir la notizia di queste ore, secondo cui alti funzionari dell’intelligente srilankese avrebbero nascosto deliberatamente le informazioni sulla possibilità di un attacco terroristico. “Se le agenzie di sicurezza locali non fanno bene il loro dovere a chi dobbiamo rivolgerci?”, si chiede. Il cardinale Ranjith sta celebrando da ieri i funerali di oltre 250 cattolici (su un totale di 359 vittime) morti durante gli attentati di Pasqua nelle due chiese cattoliche di Sant’Antonio e San Sebastiano, una chiesa protestante e tre hotel di lusso tra Negombo, Colombo e Batticaloa. Per ragioni di sicurezza è stato deciso di non fare una unica celebrazione di massa ma tanti funerali, presieduti anche dai vescovi ausiliari. “Finora abbiamo celebrato dieci funerali, saremo impegnati fino a giovedì”, dice durante gli spostamenti da una chiesa all’altra. L’arcivescovo di Colombo chiede “che siano indagati tutti i possibili fattori. E che tutti i responsabili siano arrestati e puniti secondo la legge del Paese”. Il cardinale non crede all’ipotesi che gli attentati siano legati al massacro nelle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda ma a suo avviso “si tratta di interessi geopolitici di certi gruppi che possono essere parte di questa mossa”. (clicca qui)

Papa Francesco: udienza, “nella Chiesa non esistono self made man”. “Noi ci dimentichiamo tante volte di dire grazie, siamo egoisti”

“Come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. “Siamo tutti debitori verso Dio e verso tante persone che ci hanno regalato condizioni di vita favorevoli”, ha ricordato Francesco: “La nostra identità si costruisce a partire dal bene ricevuto”. “Noi ci dimentichiamo tante volte di dire: grazie! Siamo egoisti”, il monito. “È proprio dell’uomo essere debitore davanti a Dio”, ha spiegato il Papa: “da lui abbiamo ricevuto tutto, in termini di natura e di grazia, prima di tutto la vita. La nostra vita non solo è stata voluta, ma è stata anche amata. Davvero non c’è spazio per la presunzione quando congiungiamo le mani per pregare”. “Chi prega impara a dire grazie e chiede a Dio di essere benevolo con lui o con lei”, la tesi di Francesco: “Per quanto ci sforziamo, rimane sempre un debito incolmabile davanti a Dio, che mai potremo restituire: egli ci ama infinitamente più di quanto noi lo amiamo”. (clicca qui)

Libia: 6 migranti uccisi e 19 feriti dalle milizie di Haftar nel centro di Ben Gassim

Almeno sei persone tra i profughi eritrei e sudanesi sono rimasti uccisi e altri 19 feriti in un attacco di uomini armati nel centro di detenzione di Ben Gassim, in Libia. La notizia è stata data da don Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia, in contatto telefonico con alcuni migranti detenuti nel centro, che gli stanno mandando anche foto drammatiche. Secondo una prima ricostruzione durante l’irruzione sono state sparate diverse raffiche contro i migranti che stavano tentato di fuggire perché abbandonati dai secondini, senza acqua né cibo. 6 uomini sono stati uccisi, vi sarebbero poi circa 19 feriti, alcuni dei quali sul punto di morire. Secondo don Zerai il centro governativo “sostenuto con fondi europei è stato abbandonato dai sorveglianti e nella giornata di martedì 23 aprile”, quindi sono entrati “uomini armati che hanno detto di appartenere all’Lna, l’esercito del generale Haftar che controllerebbe il quartiere di Tripoli nel quale si trova il campo”. I funzionari delle Nazioni Unite stanno facendo il possibile per tentare di evacuare i migranti, in gran parte sudanesi, etiopi, eritrei e subsahariani. (clicca qui)

Ue: Istituto Toniolo, under30 più positivi verso il progetto europeo rispetto agli adulti

In Italia, se nelle generazioni più mature la fiducia nel Governo risulta maggiore rispetto all’Unione europea (38,7% contro il 33,2%), il viceversa avviene per gli under30 (36,7% contro il 44,2%). L’atteggiamento meno negativo verso l’Unione europea da parte delle nuove generazioni rispetto al resto della popolazione emerge ancor più netto quando il confronto viene effettuato sulla percentuale di chi riversa una forte fiducia. Oltre il 18% degli under 30 si sente convintamente in sintonia con l’Unione europea, superando il dato sul complesso delle istituzioni italiane (pari al 12,2%). È quanto emerge da un’indagine effettuata, a febbraio di quest’anno, nell’ambito del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo su un campione casuale rappresentativo dei cittadini dai 18 ai 75 anni residenti sul territorio nazionale. I risultati mettono in luce che solo il 9% di chi ha un titolo di studio basso assegna ampia fiducia all’Unione europea (il 27,3% attribuisce un voto positivo, contro il 40,3% di chi ha titolo di studio medio e alto). “È soprattutto sulla capacità di coinvolgere e convincere questa componente della popolazione – viene sottolineato – che si gioca il successo del futuro dell’Europa”. (clicca qui)

Acqua: dossier Caritas, “diritto umano inalienabile, proteggere da mercificazione”

“L’acqua è un diritto umano inalienabile, sempre più spesso minacciato da processi di privatizzazione e mercificazione. Eppure il nostro mondo ricco ne consuma in abbondanza e senza troppa cura, mentre in altre regioni della terra la sua carenza la rende preziosa, e viene usata e valorizzata fino all’ultima goccia”. Inoltre “l’acqua sporca è il vettore di malattie tra le cause di morte più importanti sul pianeta, soprattutto tra i più poveri, malattie che potrebbero essere prevenute”. A questo elemento così fondamentale per la vita, Caritas Italiana dedica il suo 46° Dossier con Dati e Testimonianze, dal titolo “Acqua: bene universale da proteggere”, all’interno del quale è contenuto un focus sulla situazione in Nepal a 4 anni dal terribile terremoto che lo ha colpito tra il 25 aprile e il 12 maggio 2015. (clicca qui)

Solidarietà: diocesi di Milano e Ubi Banca insieme per l’ospedale di Chirundu. Mons. Delpini, “Chiesa tra la gente”

“Il miglior investimento è la solidarietà”: è il nome dell’iniziativa a favore del Mtendere Mission Hospital di Chirudu in Zambia, lanciato oggi da diocesi di Milano e Ubi Banca. Nel corso di una conferenza stampa presso l’arcivescovado, l’istituto di credito ha annunciato l’emissione di un nuovo prestito obbligazionario solidale (Social Bond) “Ubi Comunità per l’arcidiocesi di Milano” per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro, i cui proventi – è stato spiegato – saranno devoluti, a titolo di liberalità, all’arcidiocesi di Milano per il progetto in Zambia. Il quale ha come obiettivo “il miglioramento della qualità del servizio di assistenza sanitaria nel Mtendere Mission Hospital”. L’arcivescovo, mons. Mario Delpini, ha dichiarato: “La Chiesa ambrosiana ha molto dato e molto ricevuto dalla collaborazione con la Chiesa di Monze, avviata da oltre 50 anni: abbiamo imparato ad essere ‘Chiesa dalle genti’ oltre che essere Chiesa tra la gente e Chiesa per la gente. La solidarietà, infatti, non è l’elemosina che lascia le cose come sono, ma è una seminagione di futuro”. (clicca qui)

Operazione “Piazza pulita”: il plauso dell’arcidiocesi di Agrigento. Don Sorce, “c’è un grande desiderio della città tutta di rialzarsi e rilanciarsi”

Il Servizio di Pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Agrigento, unitamente all’arcivescovo, card. Francesco Montenegro, alla Caritas diocesana, alla Comunità ecclesiale cittadina, e particolarmente con i parroci e le parrocchie del centro storico, esprime il suo plauso e il suo grazie al Comando provinciale dei Carabinieri e a quanti tra Istituzioni e Forze dell’Ordine hanno collaborato alla riuscita dell’operazione “Piazza Pulita” che ha permesso di fermare le attività criminose rivolte alla diffusione e allo spaccio di sostanze stupefacenti anche nei confronti di minori. “Ma se da un lato – scrive il direttore della Pastorale sociale, don Mario Sorce – si tira un sospiro di sollievo per aver ‘alleggerito’ il centro storico di uno dei suoi noti problemi, dall’altro ci si chiede cosa e come si possa operare tutti insieme, per rilanciare e far rinascere il nostro centro storico che per storie e bellezza potrebbe e dovrebbe essere fonte di onesto guadagno e rilancio dell’intera città”. “Rinnoviamo il nostro appello – prosegue don Sorce – non solo e principalmente al sindaco perché si faccia ancora e di più portatore di una necessità e di un grande desiderio della città tutta di rialzarsi e rilanciarsi, partendo proprio dal suo centro storico”. Un appello che si estende al presidente della Regione Musumeci e a tutti i parlamentari agrigentini. (clicca qui)

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