Famiglia: don Gentili (Cei), “santità concreta, impastata di fragilità e fatica, ma non per questo meno evangelica”

Una santità concreta, impastata di fragilità e fatica, ma non per questo meno preziosa. È l’orizzonte all’interno del quale gli sposi sono chiamati a vivere il Vangelo del matrimonio. Domani si apre ad Assisi la XXI Settimana nazionale sulla spiritualità coniugale e familiare (fino a domenica 28) sul tema “Gaudete et exsultate nell’Amoris laetitia: vie di santità coniugale e familiare”. Occorre partire dalla “rivoluzione della tenerezza” e “allenare i muscoli del cuore nel perdono”, anticipa al Sir don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei che promuove come ogni anno l’appuntamento. Solo “partecipando a questa rivoluzione”, assicura, “in un lavoro artigianale di ricostruzione quotidiana dell’amore, marito e moglie possono vivere la Gaudete et exsultate nell’Amoris laetitia. L’orizzonte è quello di una santità concreta, impastata con la fragilità umana e la complessità dei ritmi moderni, e proprio per questo, profumata della novità del Vangelo”. Don Gentili si sofferma sulle difficoltà e le fatiche della vita di coppia tra figli da crescere, lavoro, quotidianità, e mette in guardia dal “logorio” che “in molti casi” finisce per silenziarla. Ma guai ad accontentarsi di essere “genitori efficienti”; l’amore va sempre coltivato: “richiede accompagnamento e cura quotidiana”. Per questo, spiega, nel corso dell’incontro, si rifletterà su come “andare oltre le interruzioni dell’amore, allenando i muscoli del cuore nel perdono da vivere tutti i giorni”.

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