25 Aprile: Di Segni (Ucei), “festa di tutti. Non potrà mai essere divisiva”

“Il 25 Aprile è la festa identitaria dell’Italia. Un appuntamento con la Storia, con la Patria, con la nostra bandiera, che non potrà mai essere un appuntamento ‘divisivo’, ma il riconoscimento collettivo di quanto avvenuto nelle nostre città, e soprattutto occasione per formare coscienze, educare i giovani, responsabilizzare chi ha incarichi istituzionali, di ogni rango, e ha giurato sulla Costituzione”. Lo afferma Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane, alla vigilia del 25 Aprile, “la festa della libertà riconquistata con sacrificio dopo anni di spietata dittatura e la festa della libertà affermata, da tramandare, ravvivare, che siamo tutti indistintamente chiamati a difendere con la massima consapevolezza e determinazione”.
“È bene anche sottolineare, per sgombrare il campo da ulteriori equivoci, che il 25 Aprile è dedicato al ricordo esclusivo della Liberazione dal nazifascismo”, precisa Di Segni, evidenziando che “tutte le altre pretese di liberazione, tutti gli altri aneliti di libertà vera o presunta, tutte le altre giuste e meritorie cause a cui esprimere deferente rispetto, vanno affrontate in altre sedi e non in questa ricorrenza”.
“Il 25 Aprile è un grazie a che ci ha riconsegnato la libertà: le forze alleate, i partigiani, i tanti volontari accorsi sotto diverse bandiere”, aggiunge la presidente dell’Ucei, ricordando come “significativo fu in quei mesi drammatici il contributo dell’ebraismo italiano, perseguitato dai nazifascisti ma in prima linea in molte azioni decisive della Resistenza”. Di Segni sottolinea anche l’impegno “degli eroici volontari della Brigata ebraica” che “si distinsero in molte prove di coraggio sacrificando in alcuni casi la loro vita, contribuendo poi a risollevare le nostre comunità dalle macerie e dalla disperazione”. “A tutti coloro che si spesero per questa causa – conclude – va oggi il nostro commosso ringraziamento e per loro domani saremo presenti nelle piazze e nelle sedi di ogni celebrazione”.

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