Pasqua: mons. Corazza (Forlì-Bertinoro), “il male del mondo ci fa dubitare ma la giustizia vince la cattiveria dei prepotenti”

“Il tanto male del mondo mi fa dubitare della Pasqua, è troppo: le guerre, il cancro, la corruzione, il moltiplicarsi di muri, barriere e naufragi; bambini che non hanno cibo, acqua, casa, amore; famiglie spezzate, ragazzi abbandonati a se stessi; le schiavitù dei social, ci fanno dubitare”. Lo confida mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, ricordando però che “a Pasqua celebriamo la vittoria della giustizia sulla cattiveria dei prepotenti che si credono impuniti”. A Pasqua, sottolinea, “vince l’amore che si dona, perché l’amore è l’unica eredità che portiamo all’altro mondo”. Nel Messaggio per la Pasqua, mons. Corazza cita l’esempio di Benedetta, “giovane di 27 anni, morta cantando il Magnificat, per il grande amore e la grande speranza che ha sostenuto le sue sofferenze, non abbandonandola alla disperazione, alla rabbia, alla tristezza e al rancore”. “Lei, che non sentiva, non vedeva, non si muoveva – rileva – però amava. E questo dava senso alla sua vita”. “Vedo immense energie di bene, giovani sereni prendersi cura dei deboli; anziani volontariamente creatori di giustizia e di solidarietà; gente onesta nei posti di lavoro. Vedo uomini e donne ri-nati il mattino di Pasqua, che hanno dentro il cromosoma del Risorto”, aggiunge il vescovo che “a coloro che sono scoraggiati e sfiduciati” augura di “rialzarsi in piedi” e a coloro che “vivono nel risentimento, nella paura degli altri, che non riescono a perdonare, che alzano muri” augura di “lasciarsi liberare dal Signore risorto”.

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