Veglia pasquale: card. Bagnasco (Genova), “luce del Risorto amore che non tramonta”

Nella notte di Pasqua “risplende la luce del Risorto”, brilla “la luce della speranza”, la speranza “che la morte non è l’ultima parola, che la nostra esistenza non è tutto, ma il preludio e la preparazione all’eternità, alla vita del cielo”. Ad affermarlo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, nell’omelia pronunciata nella cattedrale di San Lorenzo durante la veglia pasquale. “Cristo risorto – ha affermato – è la speranza che dà senso a ogni speranza terrena, quella dell’amore, della gioia, della libertà vera, dello stare insieme nell’armonia e nella pace”. Infatti, se così non fosse, “che senso avrebbero queste speranze se fossero destinate alla morte e al nulla? Se non fossero sorrette dal per sempre e dalla pienezza? “Pienezza definitiva” che il cuore di ogni uomo desidera?”. Come esseri umani “vogliamo godere dei beni terreni, materiali o spirituali che siano, – ha aggiunto il porporato -, ma lo vorremmo non per un poco, ma per sempre, cosa che non è in nostro potere”. Quindi, il cardinale ha indicato in Gesù risorto “il bene assoluto e definitivo, l’Amore che non tramonta, la vita piena, la bellezza senza confini, la libertà della verità”. “Egli è venuto fino a noi, ci ha parlato per rivelarci il volto di Dio che è Padre, per dirci che ognuno è prezioso ai suoi occhi, per darci dignità, per svelarci il nostro destino e quindi e il senso e l’orientamento del nostro vivere”. In un altro passo, rivolgendosi ai catecumeni presenti, l’arcivescovo ha ricordato loro e a tutti i fedeli di “non camminare da soli”, ma di “stare in comunità, sostenersi a vicenda”.

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