Pasqua: mons. Rocconi (Jesi), “rinnovamento di fronte alla fatica, al disprezzo della vita e alla mancanza di accoglienza”

“In questo momento così faticoso, la Chiesa, ma anche ogni famiglia, ogni comunità, ogni uomo o donna, sono chiamati a rialzarsi e a risplendere di nuova luce”. Per mons. Gerardo Rocconi, vescovo di Jesi, “questa Pasqua può significare per la Chiesa e per l’umanità un momento di purificazione e una nuova partenza, un momento di rinnovamento e di luce, a patto che in noi scattino gli atteggiamenti di un’autentica conversione”. Tutti, afferma il vescovo, “siamo chiamati a essere quell’alba di Pasqua in cui, abbandonata ogni mentalità mondana, abbandonata ogni pigrizia, vogliamo spendere senza paura, senza ansia, senza calcoli la nostra vita dietro a Gesù e come Gesù”. Soprattutto per trasformare e rendere nuovo un mondo dominato da “un immenso odio”, segnato dalla “drammatica situazione di tanti giovani, per la mancanza di lavoro e per la presenza di sostanze di cui fanno uso” e dalla “difficile situazione delle famiglie”, dove con le guerre “la vita della gente semplice, che vuole vivere in pace, è umiliata, messa in pericolo, distrutta”. Un mondo in cui, rileva ancora mons. Rocconi, “tocchiamo con mano il difficile momento che vive la Chiesa: quanto forte è il senso della confusione; vediamo scandali, vediamo disorientamento, viviamo quasi un momento di esilio, di silenzio di Dio”. E dove “tocchiamo con mano il disprezzo della vita in tutte le sue fasi”. Pensiamo, sottolinea, “alla mancanza di uno spirito di accoglienza, alla segregazione di tanti in campi di raccolta o in vere prigioni dove vengono torturati, umiliati, violentate, se donne”, ma anche “alla distruzione della vita nascente”.

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