Pasqua: mons. Orofino (Tursi), “non cercare il senso della vita nei luoghi della morte”

“È risorto! Non è una notizia qualsiasi, si tratta dell’annuncio più sorprendente, più sconvolgente e più straordinario che l’uomo abbia mai ascoltato”. Lo scrive il vescovo di Tursi-Lagonegro, mons. Vincenzo Orofino, nel suo messaggio ai fedeli della diocesi per la Pasqua. “Un annuncio imprevisto che supera ogni attesa ma che corrisponde al desiderio più intimo e inespresso del cuore umano, quello di vivere per sempre”, aggiunge. Il presule invita a “non cercare il senso della vita nei luoghi della morte”. “Eppure troppe volte e troppi di noi continuano a cercare la felicità nel potere, nel denaro, nella lussuria, nel successo, nella droga, con l’inganno, con la falsità, con la furbizia, con l’arroganza, con la cattiveria”. Così il presule osserva che “con la risurrezione di Gesù Cristo inizia una vita nuova”. “Non è il miglioramento della vita di prima. No! È una vita profondamente nuova. Totalmente nuova. Trasfigurata. Bella e buona”. La conseguenza indicata è che “tutto acquista un significato nuovo”. “Tutto viene illuminato. Tutto viene trasformato. Tutto viene salvato. E di questa vita nuova se ne può fare esperienza, anche oggi, nella vita della Chiesa, che costituisce la primizia di questa radicale trasformazione”. Il compito assegnato dal vescovo per ciascuno è quello di “accoglierla con tutto il cuore per farne esperienza concreta nelle situazioni e nei luoghi in cui viviamo”. Infine, l’augurio che “Cristo risorto ottenga a ciascuno di noi, alle comunità cittadine e all’intera Comunità regionale la grazia della speranza” per “edificare in Basilicata la civiltà della verità e dell’amore”.

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