Pasqua: mons. Miragoli (Mondovì), “festa che ci rende uomini liberi”

“Sia per tutti noi, la Pasqua, una festa che ci rende uomini liberi, risorti con Cristo in una rinnovata capacità di essere suoi discepoli e di amarci gli uni gli altri”. È l’augurio rivolto da mons. Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì, alla comunità diocesana nel messaggio in occasione delle festività pasquali pubblicato dal settimanale diocesano “L’Unione Monregalese”.
Per la sua riflessione, il vescovo cita quanto scrive san Paolo nella prima lettera ai Corinzi: “Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati”. “È un pensiero – commenta mons. Miragoli – la cui nettezza può servirci a non sprecare l’occasione della Pasqua. Perché l’ipotesi che Cristo non sia risorto è inverosimile, ai nostri occhi di credenti; ma assai concreta è invece l’ipotesi che Cristo non sia risorto ‘per noi’, cioè che noi non viviamo la Pasqua davvero facendo i conti con la sua Resurrezione e le sue conseguenze”. “In tal caso – prosegue il vescovo – Paolo ci dice che ‘vana è la nostra fede’, e che noi ‘rimaniamo nei nostri peccati’”. “Pensiamoci bene: se non sappiamo capire, e vivere, il mistero Pasquale della Resurrezione di Cristo, in realtà – ammonisce mons. Miragoli – abbiamo una fede vuota, priva di senso, quali che siano i suoi riti e le sue esteriorità, e non ci liberiamo dalla nostra condizione di peccato”. “Se la Pasqua non è un momento di conversione e di abbandono alla verità della Risurrezione, restiamo titolari di una religiosità sterile e prigionieri del male”. “Questo dice Paolo e da questo – conclude – vorrei trarre un auspicio forte, rivolto a me, ai miei sacerdoti e a tutti i fedeli della Chiesa Monregalese: possa ciascuno di noi fare Pasqua davvero, sentire risorgere Cristo nel suo cuore e nei suoi giorni, perché la novità della vita dia senso alla nostra fede e ci liberi dal peccato”.

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