Pasqua: mons. Lovignana (Aosta), “rimettere in discussione schemi mentali e stili di vita spesso derivati più dal mondo che dal Vangelo”

È un invito ad accogliere “l’annuncio” di Gesù risorto, che “investe prima di tutto noi stessi, provocandoci a rimettere in discussione schemi mentali e stili di vita spesso derivati più dal mondo che dal Vangelo”, quello rivolto da mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta, nel messaggio in occasione delle festività pasquali. Ripercorrendo quanto vissuto nei giorni del Triduo pasquale, il vescovo sottolinea che “Contemplare e celebrare Gesù che istituisce l’Eucaristia, Gesù, Dio fatto uomo, che muore sulla croce, Gesù, vincitore della morte e del peccato, che risorge al terzo giorno, è una ventata d’aria nuova che spazza via il vecchio modo di ragionare e di vivere”. “Innanzitutto – spiega – è l’intelligenza a beneficiare di questa liberazione dalle trappole ideologiche e consumistiche del nostro tempo: di fronte a un Dio che non considera un tesoro geloso la sua divinità, ma si umilia fino alla morte per noi, prendiamo coscienza che la vita vale per il ‘senso’ che le diamo, per il ‘perché’ e il ‘per chi’ la viviamo”.
“Se lasciamo che la fede nel Risorto purifichi e liberi la nostra intelligenza – prosegue il vescovo – allora anche la nostra volontà e il nostro cuore potranno essere raggiunti dalla luce del Vangelo e potremo desiderare il bene, progettarlo e portare frutti di opere di carità”. “Così – assicura mons. Lovignana – fioriranno il perdono e il rispetto per ogni uomo, l’accoglienza e l’accompagnamento della vita dal concepimento alla morte naturale, la condivisione con i poveri, l’impegno per la giustizia e la pace… Così la nostra vita, nelle relazioni quotidiane e nell’impegno sociale e politico, prolungherà ed estenderà la manifestazione di Gesù, Salvatore dell’uomo, che le celebrazioni pasquali mostrano al mondo”.

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