Pasqua: mons. D’Ascenzo (Trani), “seminare germi di risurrezione soprattutto dove primeggiano solitudine e dolore”

“La nostra esistenza, alla luce del Cristo, va spesa per seminare i germi di risurrezione – gioia, vita, speranza, prossimità, capacità di cura, servizio, donazione – nei diversi ambienti e nelle varie situazioni, soprattutto laddove sembra primeggiare la solitudine, il dolore, la sopraffazione, la delusione”. Lo sottolinea mons. Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, che nel suo Messaggio per la Pasqua ricorda, con le parole di papa Francesco, che il Triduo Pasquale è il “culmine dell’anno liturgico”, in quanto siamo chiamati “ogni volta a vivere un itinerario di preparazione, consapevoli che il nostro diventare conformi a Cristo è un dono inestimabile della misericordia di Dio”. Ma, evidenzia l’arcivescovo, “la conformazione al Risorto non può e non deve essere occasionale, ma elemento costante della nostra spiritualità”. Secondo mons. D’Ascenzo, “deve essere la ragione della nostra esistenza come battezzati, come ministri ordinati e come consacrati”. Si tratta “di un dono che continuamente e prima di tutto dobbiamo chiedere al Signore nella preghiera”. A tal proposito, osserva, risulta “istruttiva, indicativa ed edificante la nota testimonianza di San Paolo, l’innamorato di Cristo, ‘non vivo più io, ma Cristo vive in me’”.

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