Pasqua: mons. Cornacchia (Molfetta), “ancora tanti crocifissi della storia, ma la Risurrezione è sempre in atto”

“La passione di Cristo continua in tutti i crocifissi della storia”, ma “la sua risurrezione è sempre in atto nella storia fino al completamento nell’ultimo giorno”. È un messaggio di speranza quello che mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, affida alla diocesi in occasione della Pasqua che, ricorda, “è credere che, con Dio, la vita non finisce mai”. Siamo abbastanza capaci di guardarci intorno per vedere i fiori della primavera più che le foglie morte?”, domanda il vescovo ricordando che “Dio non è dove noi lo vorremmo trovare” e che quando “ci sentiamo traditi, non è Lui che ci gira le spalle o non si lascia trovare, ma siamo noi che lo cerchiamo dove Lui non c’è”. Ecco allora che a tutti, “specie a quanti stanno attraversando la notte del Getsemani e della Passione”, mons. Cornacchia ripete “la radiosa notizia: Cristo è risorto”. “Con Lui – aggiunge – sono risorti anche i suoi primi discepoli, che improvvisamente da dubbiosi sono diventati credenti, da uomini impauriti e codardi si sono trasformati in un manipolo di coraggiosi, disposti a portare il Vangelo ovunque, malgrado le difficoltà, le persecuzioni, i pericoli di morte”. Il Cristo risorto “sprigiona un’immensa energia di amore e di speranza, che non può essere soffocata” e la Pasqua “ci mette dentro la voglia di cantare, ci fa sentire liberi, leggeri, in armonia con le persone e con le cose”, osserva mons. Cornacchia che fa sue le parole di don Tonino Bello, il vescovo degli ultimi impegnato per la pace: “Coraggio gente! La Pasqua vi prosciughi, fino all’ultima goccia, i ristagni di disperazione che si sono sedimentati nel cuore. E, insieme al coraggio di esistere, vi ridia la voglia di camminare”.

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