Migranti: mons. Fragnelli (Trapani), “il silenzio di chi muore nel Mediterraneo mette sotto accusa la nostra capacità di accogliere”

“Pensiamo ai fratelli e alle sorelle che muoiono nel Mediterraneo: il loro silenzio è assordante, e mette sotto accusa la nostra capacità di accogliere, il nostro modello di sviluppo”. Lo ha detto il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, al termine della processione dei Misteri. Il presule ha chiamato in causa il “silenzio di Dio”, che “inquieta tutti in ogni tempo”. E il suo pensiero è anche per il silenzio di “chi è rimasto solo, di chi è lontano dalla propria terra, di chi è detenuto in patria o peggio in un altro Paese, di chi è deluso dagli uomini delle istituzioni sia ecclesiastiche che civili”. Il vescovo ha chiesto ai fedeli di riflettere sul “silenzio sociale di fronte ai bambini trattati come merce che si vende e si compra”. “Pensiamo al silenzio delle tante donne usa e getta, spesso minorenni senza volto e speranza, protagoniste di moderni calvari anche nel nostro territorio”. Un pensiero anche per Cristina Magrini, vissuta a Bologna per 38 anni in coma vegetativo: “La sua ‘minima coscienza’ – ha sottolineato mons. Fragnelli – ha alimentato relazioni importanti, un profondo dialogo di amore con i familiari e con chi si è occupato di lei”. Realtà che si condensano nella “nostra processione”, che “è un’esperienza di coralità che ha dato voce alla fragilità silenziosa e mortale di ogni essere umano”. “Vogliamo aiutare i ragazzi oggetto di bullismo a uscire dal silenzio – è l’impegno chiesto dal vescovo ai partecipanti alla processione -; sostenere i genitori e gli educatori spesso scoraggiati di fronte alla difficile arte dell’educare oggi; ci impegniamo a far uscire dal silenzio chi è sfruttato sul lavoro o è oggetto di stalking; ci impegniamo a sostenere chi è alla ricerca della legalità e soprattutto della giustizia, a rafforzare il coraggio di chi esita a denunciare estorsori e usurai”.

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