Venezuela: Gamboa (Aula Abierta), a Maracaibo “siamo senza i servizi minimi”

“È davvero drammatica la situazione che stiamo vivendo… pensate cosa vuol dire essere senza corrente per cinque, sei, sette giorni consecutivi. E stiamo parlando di una responsabilità molto grande da parte del Governo, che da una parte reprime il popolo, gli studenti, i professori universitari; dall’altra non garantisce l’acqua, l’elettricità, i servizi pubblici minimi”. Lo spiega al Sir da Maracaibo David Gómez Gamboa, direttore generale di Aula Abierta, organizzazione che si batte per il rispetto e la promozione dei diritti umani in ambito universitario, e coordinatore della Commissione diritti umani dell’Università del Zulia. Prosegue il docente: “Il Governo è responsabile per la violazione diffusa dei diritti umani. Al mondo intero chiediamo di non togliere gli occhi dalla situazione del Venezuela, che è molto grave”. Per quanto riguarda il blackout che sta colpendo il Paese e soprattutto, in modo costante, la città di Maracaibo, Gómez Gamboa aggiunge: “Già da quattro anni a Maracaibo la mancanza di corrente si verifica quasi ogni giorno per quatto o cinque ore. Adesso però il fenomeno si è esteso ed è generalizzato. Le conseguenze sulla vita quotidiana sono pesanti: quel poco che c’è da mangiare per pasto si deteriora senza frigorifero, non abbiamo linea telefonica, non abbiamo internet, negozi ma anche siti di commercio elettronico sono chiusi”. Fonti giornalistiche riportano che anche nella giornata di ieri nella città e nello stato del Zulia si sono verificati saccheggi, proteste e repressioni governative.

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