Turchia: mons. Bizzeti (vicario apost. Anatolia), “costruire relazioni per rafforzare le comunità cristiane”

L’auspicio che si possano “creare delle modalità non superficiali o turistiche per conoscere cosa avviene in loco, in Turchia” è stato espresso da mons. Paolo Bizzeti, gesuita, vicario apostolico d’Anatolia e da un paio di settimane presidente della Caritas locale. L’invito è a visitare il Paese, a farne esperienza, ad esempio attraverso dei gemellaggi o dei viaggi studio che possano costruire delle relazioni utili a rafforzare le comunità e rendere sostenibili i progetti nel lungo periodo. In un’intervista pubblicata sul sito della Campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare”, mons. Bizzeti parla di “una minoranza che è contenta di essere cristiana” e ricorda che in Turchia “la Chiesa ha dei limiti precisi nell’esercizio delle proprie attività”. “Cerchiamo di aiutare i nostri cristiani rifugiati con le tessere alimentari e con i microprogetti, e questo grazie alla generosità dell’Italia e dei fratelli cristiani d’Occidente”, spiega il vicario apostolico. “Il progetto finanziato dalla Campagna Cei va avanti, ma – rileva – è fondamentale lavorare sulle condizioni di possibilità perché possa continuare ad andare avanti e questo attiene alla sfera dei rapporti tra Santa Sede e Governo locale”. Il progetto, racconta, “ha permesso di fare molte cose, la gente è grata ma nello stesso tempo sogna che si aprano delle possibilità così che non debba più essere dipendente dall’aiuto esterno”.

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