Sicurezza scuole: Morelli (vittime S. Giuliano), “urgenti legge e blocco prescrizione reati”. Caggiano (mamma di Vito Scafidi), “queste vittime non siano inutili”

“Sono trascorsi 17 anni da quel tragico evento. Se siamo ancora qui è perché qualcosa non è stato fatto. Questa è l’ennesima proposta che presentiamo, speriamo sia quella buona”, dice Antonio Morelli, presidente Comitato vittime della scuola di San Giuliano di Puglia e padre di una bimba morta a sei anni sotto le macerie, Morelli porta la propria testimonianza all’incontro promosso oggi alla Camera dei deputati da Save the Children e Cittadinanzattiva per presentare un manifesto in nove punti per una proposta di legge sulla sicurezza scolastica. “Conosciamo i disastri verificatisi in questo Paese – prosegue -: un Paese civile deve investire in sicurezza e in cultura”. Morelli chiede di individuare le responsabilità penali di ogni singolo soggetto; dirigente scolastico, ente proprietario della scuola, e suggerisce di introdurre un’assicurazione obbligatoria per i proprietari degli immobili: “Dopo 17 anni stiamo ancora aspettando l’ultima tranche dei risarcimenti. È una questione di equità e di giustizia”. Morelli annuncia infine la costituzione di un coordinamento nazionale per le tragedie di cui fanno parte anche i familiari delle vittime di Rigopiano, della scuola di Amatrice e del ponte Morandi a Genova, e chiede il blocco della prescrizione per i reati compiuti da chi ha sbagliato. “La sicurezza nelle scuole è sacrosanta e non c’è prezzo per la vita di un figlio”, aggiunge Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi morto dieci anni fa a 17 anni per il crollo di un controsoffitto nel liceo Darwin di Rivoli (Torino). “Quanto succedono queste tragedie – aggiunge mentre la voce tradisce un’emozione ancora viva – siamo impotenti. Eppure non dobbiamo esserlo nel mettere in sicurezza le scuole nelle quali c’è il tesoro più prezioso di una nazione: il futuro. Il mio appello è che non ci sia colore politico e che tutti insieme facciamo in modo da rimettere in moto la scuola. Uniamoci perché queste vittime non siano vittime inutili”.

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