Papa Francesco: Christus vivit, giovani esposti a “zapping costante”. “Suscitare processi, non imporre percorsi” o “costruire ricettari”

Oggi tutti, ma specialmente i giovani, “sono esposti a uno zapping costante”. A lanciare il grido d’allarme è il Papa, che nell’ultimo capitolo della Christus vivit, dedicata al discernimento, afferma che “senza la sapienza” di quest’ultimo “possiamo trasformarci facilmente in burattini alla mercé delle tendenze del momento. “Ci sono sacerdoti, religiosi, religiose, laici, professionisti e anche giovani qualificati che possono accompagnare i giovani nel loro discernimento vocazionale”, ricorda il Papa. A costoro, Francesco raccomanda tre sensibilità: la prima è l’attenzione alla persona, che inizia con l’ascolto dell’altro. La seconda consiste nel discernere, cioè “cogliere il punto giusto in cui si discerne la grazia dalla tentazione”. La terza, infine, consiste “nell’ascoltare gli impulsi che l’altro sperimenta ‘in avanti’. È l’ascolto profondo di ‘dove vuole andare veramente l’altro’”. Quando uno ascolta l’altro in questo modo, la tesi del Papa, “a un certo punto deve scomparire per lasciare che segua la strada che ha scoperto. Scomparire come scompare il Signore dalla vista dei suoi discepoli”. Dobbiamo “suscitare e accompagnare processi, non imporre percorsi”, l’indicazione di rotta di Francesco: “E si tratta di processi di persone che sono sempre uniche e liberi. Per questo è difficile costruire ricettari”.

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