Papa Francesco: Christus vivit, “Gesù è stato un giovane”, “è la vera giovinezza di un mondo invecchiato”

“È importante prendere coscienza che Gesù è stato un giovane. Ha dato la sua vita in una fase che oggi è definita come quella di un giovane-adulto”. “Egli è la vera giovinezza di un mondo invecchiato”. Lo scrive il Papa nel secondo capitolo di “Christus vivit”, dopo aver dedicato il primo ai brani biblici che hanno i giovani come protagonisti. “Nel pieno della sua giovinezza iniziò la sua missione pubblica”, ricorda Francesco, e “quando diede la sua vita fino alla fine” il finale “non è stato improvvisato”: al contrario, “tutta la sua giovinezza è stata una preparazione preziosa, in ognuno dei suoi momenti”. “Il Vangelo non parla della fanciullezza di Gesù, ma ci racconta alcuni avvenimenti della sua adolescenza e giovinezza”, fa notare il Papa citando il Vangelo di Matteo, che “colloca questo periodo della giovinezza del Signore tra due eventi: il ritorno della sua famiglia a Nazaret, dopo il tempo di esilio, e il suo battesimo nel Giordano, dove ha iniziato la sua missione pubblica. Le ultime immagini di Gesù bambino sono quella di un piccolo rifugiato in Egitto e poi quella di un rimpatriato a Nazaret. Le prime immagini di Gesù giovane adulto sono quelle che ce lo presentano tra la folla accanto al fiume Giordano, venuto per farsi battezzare da suo cugino Giovanni il Battista come uno dei tanti del suo popolo. Quel battesimo non era come il nostro, che ci introduce alla vita della grazia, bensì è stata una consacrazione prima di iniziare la grande missione della sua vita”. “Nella sua fase giovanile – sintetizza Francesco – Gesù si stava ‘formando’, si stava preparando a realizzare il progetto del Padre. La sua adolescenza e la sua giovinezza lo hanno orientato verso quella missione suprema”. Tuttavia, “non dobbiamo pensare che Gesù fosse un adolescente solitario o un giovane che pensava a sé stesso”, spiega il Papa: “Il suo rapporto con la gente era quello di un giovane che condivideva tutta la vita di una famiglia ben integrata nel villaggio. Aveva imparato il lavoro del padre e poi lo ha sostituito come falegname. Era un ragazzo del villaggio come gli altri e che aveva relazioni del tutto normali. Nessuno lo considerava un giovane strano o separato dagli altri. Grazie alla fiducia dei suoi genitori, Gesù si muove con libertà e impara a camminare con tutti gli altri”. “Questi aspetti della vita di Gesù possono costituire un’ispirazione per ogni giovane che cresce e si prepara a compiere la sua missione”, la tesi di Francesco, secondo il quale “nulla di tutto questo dovrebbe essere ignorato nella pastorale giovanile, per non creare progetti che isolino i giovani dalla famiglia e dal mondo, o che li trasformino in una minoranza selezionata e preservata da ogni contagio. Abbiamo bisogno, piuttosto, di progetti che li rafforzino, li accompagnino e li proiettino verso l’incontro con gli altri, il servizio generoso, la missione”.

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